Papa Francesco:”quanta gente si sente superiore agli altri”-sintesi dell’udienza del 22-10-2014

“E questo anche succede ai nostri giorni. Ma pensiamo nelle comunità cristiane, in alcune parrocchie, pensiamo nei quartieri nostri quante divisioni, quante invidie, come si sparla, quanta incomprensione e emarginazione. E questo cosa fa? Ci smembra fra noi. E’ l’inizio della guerra. La guerra non incomincia nel campo di battaglia: la guerra, le guerre incominciano nel cuore, con questa incomprensione, divisione, invidie, con questa lotta fra gli altri. E questa comunità di Corinto era così, ma erano campioni di questo! E L’Apostolo ha dato ai Corinti alcuni consigli concreti che valgono anche per noi: non essere gelosi, ma apprezzare nelle nostre comunità i doni e le qualità dei nostri fratelli. Ma le gelosie: ‘Ma … quello ha comprato una macchina’, e io sento qui una gelosia; ‘Questo ha vinto al lotto’, è una gelosia; ‘E questo va bene in questo”, è un’altra gelosia. E questo smembra, fa male, non si deve fare! Perché le gelosie crescono, crescono e riempiono il cuore. E un cuore geloso è un cuore acido, un cuore che invece di sangue sembra di avere aceto, eh! E’ un cuore che mai è felice, è un cuore che smembra la comunità. Ma cosa devo fare? Apprezzare nelle nostre comunità i doni e la qualità degli altri, dei nostri fratelli. Ma, quando mi viene la gelosia – perché viene a tutti, eh? Tutti, tutti siamo peccatori eh! -, quando mi viene la gelosia, dire al Signore: ‘Ma, grazie, Signore, perché hai dato questo a quella persona’. Apprezzare le qualità è contro la divisione; farsi vicini e partecipare alla sofferenza degli ultimi e dei più bisognosi; esprimere la propria gratitudine a tutti – ma, dire grazie, il cuore che sa dire grazie è un cuore buono, è un cuore nobile, è un cuore che è contento perché sa dire grazie. Vi domando: tutti noi sappiamo dire grazie, sempre? Eh, no, eh? Non sempre, eh? Perché l’invidia, la gelosia ci frena un po’, eh? E in ultimo  questo è il consiglio che l’apostolo Paolo dà ai Corinzi e anche dobbiamo darci noi, uno all’altro: non reputare nessuno superiore agli altri – quanta gente si sente superiore agli altri! Anche noi, tante volte diciamo come quel fariseo della parabola: ‘Ti ringrazio Signore perché non sono come quello, sono superiore’. Ma questo è brutto, non farlo mai! E quando ti viene questo, ricordati dei tuoi peccati, di quelli che nessuno conosce, vergognati davanti a Dio e dì: ‘Ma tu Signore, tu sai chi è superiore, io chiudo la bocca’. E questo fa bene. E sempre, nella carità considerarsi membra gli uni degli altri, che vivono e si donano a beneficio di tutti (cfr 1Cor 12–14)”. 

News.va…cliccando qui si può leggere il testo integrale dell’udienza di Papa Francesco del 22 ottobre 2014

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