L’aquila è Roma

eagles

L’aquila nella storia romana fu il simbolo della legione romana (e dell’esercito romano) dalla tarda età repubblicana fino alla fine dell’Impero, quale attributo sacro a Giove Capitolino. In battaglia e durante le marce era tenuta in consegna dall’aquilifer (aquilifero).

Ai tempi di Caio Giulio Cesare era fatta d’argento e oro. A partire dalla riforma augustea il materiale utilizzato fu il solo oro. L’aquila era custodita dalla prima centuria della prima coorte, conservata presso l’accampamento (assieme ai signa militaria), all’interno dell’aedes signorum, uno degli edifici dei Principia (quartier generale della legione).

L’aquila usciva dall’accampamento romano solo in occasione dei trasferimenti dell’intera legione, sotto la responsabilità di un sotto-ufficiale legionario, l’Aquilifer, il quale oltre a doverne custodire l’insegna era incaricato di portarla in battaglia e difenderla anche a costo della propria vita. In tal senso, l’aquilifer può essere paragonato ad un alfiere, quindi un giovane ufficiale dei moderni eserciti e la stessa aquila può essere considerata come una bandiera di guerra o uno stendardo

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