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Dic
21
2011

Il bacio accademico

 

Ore 14.30 di un venerdì 13 qualunque arrivano “il viaggiatore” e “sua sorella “avvotiziana”
 
Si fermano al numero 3 per far salire il Monsieur.
 
Prima di salire il Monsieur viene preso dal desiderio di sradicare un ramo di alloro dal giardino condominiale.
E come un furetto si recò giu’ per le scale ad una velocità inaudita e in un attimo riesce ad avere fra le sua mani un ramo di alloro.
Salì in macchina  e mentre posa il suo bel fondoschiena sul sedile posteriore si accorge che il ramo appena preso era il ramo più mangiato dai bruchi di tutto il municipio.
 
Facendo finta di nulla, ne prepara dei piccoli rametti sorridento come un ebete con tutti i suoi 42 denti(42 come le corde della chitarra picasso).
Stranamente, questo terzetto non riesce a perdersi per le strade della città, il non perdersi ha creato comunque dei turbamenti umorali ai viaggiatori.
Giunti nella zona universitaria trovano persino il parcheggio.A questo punto i nostri tre viadanti sono sicuri di essere preda di forze oscure perché è tutto filato liscio.
Scedono dalla macchina  e si avvicinano all’ingresso principale.
 
Percorrono una cinquantina di metri sotto un tunnel di piante (denominato tunnel dell’amore) ed arrivano davanti alla dea dei fiammiferi,Minerva, la quale ha le braccia alzate e le ascelle sudate per colpa del sole,sotto di lei una fontana,piena di acqua,o meglio di gocce di sudore della dea.
Il Monsieur vedendo la pozza liquida,immerge il suo alloro brucato e lo lava in modo molto accurato.
 
Da lì a breve, chiedono informazioni ad un abitante del luogo su dove si trovasse il museo Etrusco ,luogo nel quale veniva discussa la tesi,il quale per tutta risposta:”andate avanti, seguite questo palazzo cubico e girate a sinistra, lì troverete una folla, unitevi a loro perché siete arrivati.”
 
Girato l’angolo del palazzo cubico, si trovarono davanti ad una folla.
La folla era composta da un gruppo dark con capelli che andavano dall’azzurro al turchese fatina, le unghie tutte di colore diverso ed ognuno aveva una decina di orecchini,piercing a volonta’e catene da motorino come cinture.
Più sotto un gruppo ,credo sbarcato da un villaggio turistico di Tor Bella Monaca,dove tutti utilizzavano parole difficili da trovare in un vocabolario, forse per questo erano lì, per ricevere un dottorato in storia dell’arte attraverso un nuovo linguaggio fatto di gemiti e vocali.
Ad un certo punto, dall’alto delle teste,vedono apparire un mazzo di fiori con confezione rossa.Il mazzo di fiori si inizia a muovere destra verso sinistra, poi da sinistra verso destra ,sempre più velocemente.Sotto i fiori, vediamo una gran luce riflessa(che sia una fronte spaziosa?) ,alla sinistra  una bella ragazza con un sorriso di oltre 42 denti (più della chitarra picasso),di fianco i genitori della bella ragazza.
I nostri tre impavidi eroi , solo a quel punto capiscono che erano arrivati e pertanto si uniscono alla compagnia.
 
Bisognava ora solo attendere che dal grande portone del museo Etrusco uscisse il grande “bidello” e che urlasse il nome e il cognome della bella ragazza sorridente, che per convenzione chiameremo IEE.
 
Nell’attesa della chiamata il Monsieur distribui il suo alloro brucato a tutti i presenti.
Poi si apri’ il gran portone, uscì il gran bidello ed urlo’, IEE.
Finalmente si entra!!!
 
Attraversarono il gran portone e si trovarono davanti una statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso.
 
Il gran bidello spiegò che si doveva entrate nella stanza dei gessi estruschi posta sul lato sinistro ed apri la porta.
Sulle pareti erano appese delle stampe d’epoca, poi una decina di sedie sulla destra, in fondo pieno di statue di gesso che riproducevano dei colossi/e etruschi e tra le sedie e le statue gessate una scrivania con una sedia.
 
Al dil là della scrivania c’era il “Grande Tavolo”.
Dietro il “Grande Tavolo” erano accomodati degli  strani personaggi, 11 per la precisione.
Uno di quei personaggi disse ad IEE di accommodarsi,  stessa cosa fecero i suoi accompagnatori sulle sedie poco lontane.
 
Poi una signora apparentemente di mezza età e di mezza altezza, si mise a parlare.
Ma nessuno riusciva a capire nulla perché la stanza era molto grande e parte della undici persone erano in preda ad un parlatio vociarum chiassosum.
Tanto per rendere la cosa meno udibile da tutti, il “Gran Bidello” aprì per ben due volte e senza motivo la porta della stanza gessata.
Ad un certo momento la parola passò ad un’altra signora, alla destra
di colei che apparentemente era di mezza età e di mezza altezza.
La nuova relatrice, aveva un viso simpatico ma  una voce ancora meno udubile della prima.
 
A quel punto si aprì nuovamente la porta della stanza gessata ed entro l’uomo dalla lunga coda brizzolata.
Per non dar fastidio, entro’ con passo svelto, passo’ davanti agli ospiti ed alla IEE facendo ammirare la sua coda brizzolata di un metro e mezzo, ondulandola da sinistra verso destra e roteandola in senso antirorario,quindi si mise sulla destra del grande tavolo prese una sedia e comincio’ a far spostare tutti gli altri pseudo ascoltatori.
Lo spostamento delle sedie, però doveva avvenire secondo le usanze del luogo, ogni sedia spostata deve essere strusciata in terra con tutto il peso del corpo seduto per non meno di cinque secondi consecutivi.E così fu.
 
Poi prese la parola IEE per bene due volte , e per ben due volte gli uditori della parte destra del grande tavolo dovevano alzare la loro voce per poter parlare fra loro, mentre gli uditori della parte sinistra del grande tavolo battevano le loro nocchie sul tavolo per richiamare il silenzio.Al centro il gran capitano colui che doveva declamare la votazione finale.
 
Poi la sopresa,il gran capitano disse” potete uscire ed aspettare un attimo”.
La nostra compagnia si ritrovo’ nell’atrio sotto la grande statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso.
Nell’attendere capirono cosa avesse di diverso quel colosso gessato, il nostro gigante di gesso era senza il suo membro più importante,come un’orchestra senza maestro,come un semaforo senza il verde, come un pesce spada senza la spada (o forse non era la spada).
 
Poi si riaprì la porta e dietro al gran tavolo il gran capitano era pronto a fare la sua proclamazione.
“…Signora IEE visti gli articoli le diamo 110…ascoltato(?)le relazioni le diamo 110…a quel punto mentre tutti erano in attesa anche della Lode, squilla il cellulare di Monsieur il quale con fare indaffarato anziché spegnerlo tramite il pulsante rosso pigia erroneamente il pulsante verde e dall’altra parte inizia un monologo.
Il Monsieur  non capiva chi fosse, poi lo chiese, era la Lorca, ma continuava a non sentire né il gran capitano né quello che diceva la Lorca.
Allora prese iniziativa, disse alla Lorca, ci sentiamo dopo e comunque prendi per buono l’appuntamento che hai con “il viaggiatore” perché io non capisco proprio nulla.
 
Chiuse con la telefonata e si accorse che l’allegra brigata si baciava.
Allora tutto trafelato chiese, va bene il 110 ma la lode perché non l’hanno data?
 
Ma nessuno lo sentì, la Lode comunque l’avevano data al momento dello squillo della Lorca.
 
In pratica il Monsieur non aveva sentito nulla della telefonata della Lorca e si era perso anche il momento della proclamazione della votazione.
 
Usciti dalla stanza gessata, si ritrovano tutti sotto la statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso,per le foto di rito.
 
Alla prima foto squilla il telefono dell’uomo  del mazzo di fiori, era di nuovo la Lorca.
L’uomo del mazzo di fiori prese il cellulare lo passo’ a Monsieur il quale non capì nuovamente un’accidente ,in pratica la stessa cosa che era già accaduta non meno di due minuti prima, e ribadì nuovamente il concetto ” prendi per buono l’appuntamento che hai con “il viaggiatore” perché io non capisco proprio nulla.”
 
A quel punto il Monsieur chiese ;”ma la lode?”e lì capì che IEE era diventata dottoressa  con il massimo dei voti e la lode, ma una cosa ancora mancava, si ma cosa?
 
Il Monsieur sempre più lesto capì e disse”ma il bacio accademico?”
La IEE rispose” ma quale bacio accademico erano tutti brutti”
Fu in quel momento che MONSIEUR diete il bacio accademico alla IEE.
 
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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