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Dic
23
2012

”Se er Papa me donasse tutta Roma e me dicesse

lassa annà chi t’ama,

io je direbbe no Sacra Corona”

 

targa

 

Luigi Bigiarelli, romano, sottufficiale dei bersaglieri, praticava la “corsa veloce” con risultati brillanti, tanto che nel maggio del 1899 si aggiudicò la medaglia d’oro nei 120 metri nel Campionato del Lazio a Villa Pamphili. Ciò lo rese noto nell’ambiente sportivo romano e divenne un riferimento per i suoi amici grazie anche al suo carisma e alla sua carica sportiva che riusciva trasmettere a chi lo seguiva.

Nell’ inverno a cavallo tra il 1899 ed il 1900, Luigi Bigiarelli ed i suoi amici, erano alle prese con un problema che sembrava insormontabile; alcuni di loro volevano partecipare al Gran Premio del Re, 20 chilometri di marcia nella zona di Castel Giubileo che si sarebbe svolta il 21 aprile 1900, la gara vista l’importanza era però riservata ai soli atleti tesserati.
Questi ragazzi animanti da spirito sportivo e voglia di competere, non erano così facoltosi da potersi iscrivere ad uno degli esclusivi circoli nati lungo le rive del Tevere. Fu così che a Luigi Bigiarelli venne la geniale idea di fondare una società podistica.

I suoi amici inizialmente increduli, trascinati dalla decisione ed il carisma di Bigiarelli divennero dapprima possibilisti e poi entusiasti e motivati.

Era il 9 gennaio del 1900 a Roma in Lungotevere all’altezza di Ponte Margherita, in una panchina di fronte a Piazza della Libertà nell’allora rione Prati di Castello, Luigi Bigiarelli e otto suoi amici dietero vita ad una nuova società pedestre.


La prima decisione da prendre era il nome da dare alla nuova società.
Per non creare confusione con la già esistente Società Ginnastica Roma si pensò a qualcosa di più grande di Roma, dove però era inglobata.
Si scelse LAZIO in quanto il nome derivava dall’antico Latium Vetus, la zona dove nacque la città che secoli sottomise il mondo allora conosciuto.
Poi si passò ai colori, in quegli anni di rinascita dell’antico spirito olimpico, i ragazzi decisero per ilbianco ed il celeste, i colori della Grecia patria delle Olimpiadi.


L’emblema altro non poteva essere che un’aquila, emblema indissolubile della potenza di Roma; il motto:Concordia parvae res crescunt ovvero “nell’armonia anche le piccole cose crescono”.
La sede provvisoria era la casa di Bigiarelli in Via degli Osti 15.


Il giorno seguente Il Messaggero riportò la notizia del neonato sodalizio, tre giorni dopo anche la Gazzetta dello Sport riportò la notizia ai lettori del nord.
Questi i nomi dei nove ragazzi fondatori: Luigi Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli (fratello di Luigi), Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier.

Il football

La Lazio crebbe rapidamente, nel primo anno di vita oltre allo sport pedestre si praticava il nuoto, il canottaggio e la ginnastica.
Poi nella nuova sede di via Valdier 6, nell’inverno del 1901 si presentò un certo Bruno Seghettini, membro del Racing Club Parigi, aveva in mano una sfera di cuoio, il primo pallone da football visto a Roma.

Cominciò così anche nella città eterna la pratica del calcio; la Lazio essendo la prima società a Roma a giocarlo fu costretta inizialmente a sfidare…. se stessa, oppure a giocare delle partite nella Piazza d’Armi dove i suoi atleti erano soliti allenarsi, contro squadre di militari o preti in servizio nella capitale. Solo in seguito si svolsero le prime partite contro altre società romane, come la Veloce e la Virtus.
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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