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Mag
31
2015
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Mag
27
2015
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I grandi dubbi del Monsieur

Se i gatti quando camminano vanno gattoni gattoni, i coyoti come camminano?

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
26
2015
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Si fuéramos menos orgullosos…. seríamos más felices!

Se fossimo meno orgogliosi…saremmo più felici !

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
26
2015
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Mag
24
2015
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Curiosità romane-Monsieur foto

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Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
23
2015
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23 Maggio

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Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
18
2015
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Curiosità romane-Monsieur Foto

monsieur foto

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
18
2015
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Curiosità romane-Monsieur Foto

monsieur foto

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
18
2015
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Roma sparita-er cannone der Gianicolo

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Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
17
2015
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pesci

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
17
2015
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Riflessioni parrocchiane

“A quanto pare i giovani desiderano l’impegno, il problema è che sono poco accompagnati e supportati , molto spesso allontanati”

vita

vita

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
12
2015
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12 maggio del 1974

E’ il 12 maggio del 1974 e alle 8.45 i cancelli del vecchio stadio Olimpico sono già aperti. Attraverso, ci passeranno 88.815 tifosi della Lazio, ognuno con una bandiera in mano. Sarà il record assoluto – insuperabile e insuperato – che la città eterna saprà conoscere per un evento calcistico. E’ il giorno della storia, è il giorno di Lazio-Foggia. Una volta dentro – raccontano – lo spettacolo che si presenta agli occhi di tutti rimane ancora oggi qualcosa di irripetibile. Da Berlinguer a Leone – presidente della Repubblica – tutti attendono il via. Sono le 14.20 e mancano solo 10 minuti all’inizio della partita della vita. Il fischio e poi nulla più. 45 minuti di tensione e zero gol. Poi Garlaschelli, il cross, il colpo di mano e l’arbitro Panzino che assegna il rigore. Undici metri dividono il calciatore più temuto, odiato, amato e invidiato di Roma da una rete che 8 lustri dopo sarà ancora celebrata come fosse stata siglata ieri. Giorgio Chinaglia sistema il pallone, si guarda intorno. Rapido e violento insacca: l’Olimpico implode. In campo il caos e gli ultimi 25 minuti da giocare in 10. Il fischio finale, l’invasione. Le telecamere indugiano sull’allenatore più amato della storia biancoceleste. Maestrelli. Pietrificato. S’aggiusta i capelli e si lascia abbracciare, mentre il suo sguardo si sposta lentamente sulla sinistra, dove il tabellone luminoso cuce sui led arancioni la storia.
La Lazio, è Campione D’Italia.

1974
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
07
2015
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Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
04
2015
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Curiosità romane; la fontana “Terrina”

A Corso Vittorio, davanti alla Chiesa Nuova la Chiesa  di San Filippo Neri che in realtà, si chiama Santa Maria in Vallicella una bizzarra fontana si mostra davanti: sopra, ha quasi cappellino.

E’ l’unica coperta in tutta Roma e la costruisce l’architetto, Giacomo Della Porta, che conclude per Michelangelo i lavori del Campidoglio e della Cupola di San Pietro, e per il Vignola la facciata della chiesa del Gesù.

Gregorio XIII Boncompagni e Sisto V Peretti intendevano diffondere in città la distribuzione dell’Acqua Vergine, e nelle case, i rubinetti non c’erano ancora. In 20 anni, l’architetto ne progetta una dozzina: anche le due laterali a piazza Navona, che fanno compagnia a quella dei Fiumi di Bernini; quelle delle Tartarughe, delle Piazze Madonna del Monte e Campitelli; quella di Marforio, sul Campidoglio.

Alla Chiesa Nuova, quindi possiamo ammirare la cosiddetta «Terrina».

Nel 1581 era stata pensata per Campo dei Fiori, ed era scoperta. lì, c’era il mercato che  era sorto in Campidoglio, e trasferito nel 1477 da Piazza Navona.

Campo dei Fiori nel Quattrocento era ancora un prato fiorito dove il bestiame pascolava: lastricato da Eugenio IV Condulmer attorno al 1440.

Qui, i fruttaroli tenevano freschi i prodotti nella «Terrina», che non era ancora tale.

Ma nel 1622, Gregorio XV Ludovisi cancella quel frigorifero : fa sigillare la fontana, con il coperchio di travertino che ancora possiede. Va avanti così finché restano i papi.

Nel 1889, quando la città è divenuta capitale d’Italia, la «Terrina» finisce in magazzino: cede il suo posto al monumento a Giordano Bruno (creato due anni prima da Ettore Ferrari), sul luogo dove nel 1600 fu arso vivo.

A lungo la fontana è quasi dimenticata: poi nel 1924 sarà collocata dove si trova. E al suo posto, a Campo dei Fiori, nello stesso anno spunta una sua quasi gemella. Però, scoperta.

Ora, la «Terrina» è come incassata nel terreno, a causa del basso livello dell’acqua; alla base del grande pomo del suo coperchio ha un edificante motto, alquanto singolare: «Ama Dio e non fallire, fa del bene e lassa dire»; la data del 1622 lo fa riferire al pontefice che la coprì.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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