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Dic
30
2014
-

Buon anno in tutte le lingue del mondo…o quasi

ALBANIAN Gëzuar vitin e ri

ALSATIAN e glëckliches nëies / güets nëies johr

ARABIC aam saiid / sana saiida

ARMENIAN shnorhavor nor tari

AZERI yeni iliniz mubarek

AFRIKAANS gelukkige nuwejaar

BAMBARA bonne année

BASQUE urte berri on

BELARUSIAN З новым годам (Z novym hodam)

BENGALI subho nababarsho

BERBER asgwas amegas

BETI mbembe mbu

BOBO bonne année

BOSNIAN sretna nova godina

BRETON bloavez mad

BULGARIAN честита нова година (chestita nova godina)

BIRMAN hnit thit ku mingalar pa

CANTONESE kung hé fat tsoi

CATALAN feliç any nou

CHINESE xin nièn kuai le / xin nièn hao

CORSICAN pace e salute

CROAT sretna nova godina

CZECH šťastný nový rok

DANISH godt nytår

DUTCH gelukkig Nieuwjaar

ESPERANTO felicxan novan jaron feliæan novan jaron (Times SudEuro font)

ESTONIAN head uut aastat

FAROESE gott nýggjár

FINNISH onnellista uutta vuotta

FLEMISH gelukkig Nieuwjaar

FRENCH bonne année

FRIULAN bon an

GALICIAN feliz aninovo

GEORGIAN gilotsavt aral tsels

GERMAN ein gutes neues Jahr / prost Neujahr

GREEK kali chronia / kali xronia eutichismenos o kainourgios chronos

GUARANÍ rogüerohory año nuévo-re

HAITIAN CREOLE bònn ané

HAWAIIAN hauoli makahiki hou

HEBREW shana tova

HINDI nav varsh ki subhkamna

KANNADA hosa varshada shubhaashayagalu

KHMER sur sdei chhnam thmei

KIRUNDI umwaka mwiza

KOREAN seh heh bok mani bat uh seyo

KURDE sala we ya nû pîroz be

HUNGARIAN boldog új évet

ICELANDIC farsælt komandi ár

INDONESIAN selamat tahun baru

ITALIANO  buon anno, felice anno

IRISH GAELIC ath bhliain faoi mhaise

JAPANESE akemashite omedetô

KABYLIAN asseguèsse-ameguèsse

NORWEGIAN godt nytt år

MACEDONIAN srekna nova godina

MALAGASY arahaba tratry ny taona

MALAY selamat tahun baru

MALTESE sena gdida mimlija risq

MAORI kia hari te tau hou

MONGOLIAN shine jiliin bayariin mend hurgeye  (Шинэ жилийн баярын мэнд хvргэе)

MORÉ wênd na kô-d yuum-songo

LAO sabai di pi mai

LATIN felix sit annus novus

LATVIAN laimīgo Jauno gadu

LINGALA bonana / mbula ya sika elamu na tonbeli yo

LITHUANIAN laimingų Naujųjų Metų

LOW SAXON gelükkig nyjaar

LUXEMBOURGEOIS e gudd neit Joër

OCCITAN bon annada

PERSIAN sâle no mobârak

POLISH szczęśliwego nowego roku

PORTUGUESE feliz ano novo

ROMANI bangi vasilica baxt

ROMANIAN un an nou fericit / la mulţi ani

RUSSIAN С Новым Годом (S novim godom)

SAMOAN ia manuia le tausaga fou

SANGO nzoni fini ngou

SOBOTA dobir leto

SPANISH feliz año nuevo

SWAHILI mwaka mzuri

SWEDISH gott nytt år

SWISS-GERMAN äs guets Nöis

SARDINIAN bonu annu nou

SCOTTISH GAELIC bliadhna mhath ur

SERBIAN srecna nova godina

SHONA goredzwa rakanaka

SINDHI nain saal joon wadhayoon

SLOVAK stastlivy novy rok

SLOVENIAN srečno novo leto

TAMIL iniya puthandu nalVazhthukkal

TATAR yana yel belen

TELUGU nuthana samvathsara subhakankshalu

TAGALOG manigong bagong taon

TAHITIAN ia ora te matahiti api

THAI (sawatdii pimaï)

TIBETAN tashi délek

TURKISH yeni yiliniz kutlu olsun

UDMURT Vyľ Aren

UKRAINIAN Z novym rokom

URDU naya saal mubarik

     WALOON (“betchfessîs” spelling) bone annéye / bone annéye èt bone santéye

WELSH blwyddyn newydd dda

WEST INDIAN CREOLE bon lanné

YIDDISH a gut yohr

            VIETNAMESE Chúc Mừng Nam Mới / Cung Chúc Tân Niên / Cung Chúc Tân Xuân

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
22
2014
-

LE TREDICI P ( da un vecchio racconto toscano su un fatto realmente accaduto)

Un giorno l’Arciprete del paese mandò a chiamare Paolo, artista di bottega rinomata caduto in miseria per via delle donne, il buon vino, e le altre cose leggere della vita.

Volendo affrescare le volte della cappella, richiese a Paolo i bozzetti, convenne il prezzo, e poi lo esortò a fare un buon lavoro iniziando quanto prima.

Paolo realizzò le opere in poche settimane e quando l’Arciprete, vedendole, espresse il proprio assenso, il pittore chiese che gli venisse corrisposto il suo.

L’Arciprete all’improvviso cambiò in volto e quasi offeso rimproverò l’artista per il tanto ardire.Ma sai icchessono le ‘ose sacre – disse l’Arciprete – sai che issacro e ipprofano non si de’on confonde?

Il pittore allora capita l’antifona si ritirò nelle sue e pensò bene di scrivere una lettera all’Arciprete per farvalere i propri diritti.

Pensa che ti ripensa non gli veniva in mente nulla che non avesse delle serie conseguenze, così, dopo un pomeriggio passato a cercare le parole, prese un foglio bianco e vi scrisse sopra 13 P una dietro l’altraseparate solo dal punto.

Il religioso vedendosela recapitare l’aprì curioso ma subito ne rimase stupito e non passò giornata che mandò la Perpetua in tutta fretta a chiamare Paolo per avere spiegazioni

Allora?! Queste 13 P, icche’ vorrebbero dire – tuonò il prelato- icchè mi stanno a signifi’are?

Il pittore dapprima non rispose, poi all’accigliarsi del prete prese un bel respiro e… finalmente partì spedito riprendendo la porta che aveva mantenuta aperta:

-PAOLO PITTORE,

PINSE POCHE PITTURE PER POCO PREZZO,

PORCO PUZZONE PRETE,

PAGAMI PRESTO!

Da allora, in quel paesino della Toscana, quando qualcuno vede una fila di P non le conta nemmeno. Sa che è arrivato il momento in cui a qualcuno spetta il suo.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
22
2014
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Monsieur foto… presepi

presepe 2presepe 1

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
22
2014
-

” A Gesù Bambino “di Umberto Saba

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
22
2014
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Papa Francesco

Tratto dall’ omelia di Papa Francesco

Papa Francesco

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
10
2014
-

Può essere una buona idea

baba

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
05
2014
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Monsieur Claude candidato al Premio Nobel

E’ scattata subito la candidatura per Monsieur Claude al premio Nobel.

Da Roma alla conquista di Oslo quindi, il noto Claude potrebbe conquistare l’ambito premio per aver “salvato una formica da morte certa”.

Una forte motivazione avrebbe spinto il Claude ad ambire al Premio Nobel per la Pace.

“ Arriverò a conquistare il premio Nobel per aver salvato una formica”, ha dichiarato ai microfoni .

Monsieur Claude racconta di essersi trovato nel posto giusto al momento giusto: “Era una domenica pomeriggio e si giocava, in un campo rovente, a calcio. Tra una spallata e l’altra e l’arsura, vidi una formica che stava attraversando il campo tra le gambe di quei colossi! Più passavano i minuti e più quella formica mi incuriosiva, riusciva a cavarsela, quei piedi giganti la sfioravano e come un balletto riusciva a danzare per il campo. Mi affezionai a quella formichina, stava quasi per arrivare dall’altra parte del campo e per premiarla decisi di prenderla e potarla in salvo”.

Una motivazione forte quindi, che avrebbe spinto Claude ad essere candidato ad una delle onorificenze più ambite al mondo.
Dopo Martin Luther King e Barack Obama sarà la volta di Monsieur Claude?

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
04
2014
-

Vince 12 volte di fila al gratta e vinci: ecco chi è il vincitore

Roma – È l’uomo più fortunato del mondo, ma rimane umile e moderato:
 Monsieur Claude, questo il nome del nuovo milionario , esulta: “La vittoria di oggi per me significa molto, mi ha dato delle sensazioni nuove, rispetto a quella di ieri”.
Claude, infatti, non è nuovo a queste sensazioni: difatti negli ultimi 90 giorni, ha vinto nell’ordine: 12 gratta e vinci, 4 lotterie nazionali, un superenalotto, una multipla di Europa League.
500 milioni di euro è la cifra esorbitante che cambierà la vita di Monsieur Claude ma sicuramente non modificherà quella dei suoi amici e parenti: “Non regalerò nemmeno un centesimo ai miei amici e parenti, non voglio stravolgere la vita a nessuno! ma a loro concederò l’onore di vedermi e ammirarmi. Claude racconta di essere entrato nella ricevitoria del centro alle 18.00 e di essersi diretto subito alla cassa: davanti a lui c’era una vecchia signora impegnata ad acquistare un gratta e vinci. Claude spazientito dall’attesa ha spostato la signora e ha comprato lui il biglietto, poi rivelatosi vincente! “E’ stata per me una grande emozione! Ringrazio la signora che mi ha ceduto il posto!
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
02
2014
-

Il calendario dei proverbi

Gennaio

A San Sebastiano (20 gennaio) l’estate è ancor lontano.
A Sant’Agnese (21 gennaio) la lucertola per il maggese.
A Sant’Agnese (21 gennaio) la lucertola per la siepe.
Da Sant’Agnese (21 gennaio) mezzo fieno e mezze spese.
Dell’inverno non me ne curo, purché San Paolo (25 gennaio) non faccia scuro.
Di Befana (6 gennaio) la rapa è vana.
Di Pasqua Epifania (6 gennaio) il vento se ne va via.
Dopo l’Epifania (6 gennaio) il sole indugia sulla via.
I segni del nuovo anno i giorni di San Paolo (25 gennaio) te li diranno.
La luna di gennaio è la luna del vino.
La luna di gennaio fa luce come giorno chiaro.
La Pasqua Epifania (6 gennaio) tutte le feste porta via.
L’Epifania (6 gennaio) il più gran freddo che ci sia.
L’uva di Capodanno (1 gennaio) non portò mai danno.
Per San Sebastiano (20 gennaio) la neve cade piano piano.
Per San Sebastiano (20 gennaio) un’ora in più abbiamo.
Per Sant’Adriano (9 gennaio) neve ai monti e al piano.
Per Sant’Antonio (17 gennaio) il freddo ha più unghie del demonio.
Per Sant’Antonio Abate (17 gennaio) maschere e serenate.
San Paolo (25 gennaio) chiaro, paglia e grano.
Sant’Antonio (17 gennaio) dalla barba bianca, se non nevica poco ci manca.
Se non piove a San Feliciano (24 gennaio), vale più il sacco che il grano.
Se per San Paolo (25 gennaio) è sereno abbondanza avremo.

Febbraio

A febbraio, il sole in ogni ombraio.
A Madonna candelora [2 febbraio] dall’inverno siamo fora.
A San Valentino la primavera è vicina.
Candelora (2 febbraio) in foglia, Pasqua in neve.
Candelora al solicello, siamo solo a mezzo inverno.
Candelora scura dell’inverno non si ha paura.
Candelora, se tempesta se gragnola, dell’inverno semo fora.
Chi vuol ammazzare la moglie, la meni al sol di febbraio.
Chi vuol di avena un granaio la sémini di febbraio.
Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
Chi vuole un buon erbaglio, lo semini a febbraio.
Da San Valentino (14 febbraio) governa l’orticino.
Febbraietto corto e maledetto.
Febbraio corto e amaro.
Febbraio corto, peggio d’un turco.
Febbraio è il mese in cui le donne parlano poco.
Febbraio ferra l’acquaio.
Febbraio nevoso, estate gioiosa.
In febbraio la beccaccia fa il nido.
In febbraio la terra è in calore.
La pioggia di febbraio empie il granaio.
Neve di febbraio, mezzo letamaio.
Non c’è Carnevale senza luna di Febbraio.
Non si fa un buon carnevale, se non c’è la luna di febbraio.
Per la Santa Candelora o la neve o la bora.
Per San Biagio (3 febbraio), il Mitrato, il freddo è andato.
Per San Valentino (14 febbraio) la primavera sta vicino.
Per San Valentino fiorisce lo spino.
Per San Valentino l’allodola fa il nidino.
Pota e zappa nel febbraio, se vuoi l’uva nel panaro.
Sant’Agata (5 febbraio): la terra rifiata e la merenda è ritrovata.
Sant’Agata conduce la festa a casa.
Se ci sono le mosche in febbraio, bisogna scaldarsi le orecchie a marzo.
Se febbraio non febbreggia, marzo campeggia.
Se febbraio non isferra, marzo mal pensa.
Se nevica il dieci di febbraio, l’inverno si accorcia di quaranta giorni.
Se nevica per la Candelora, sette volte la neve svola.
Ti dice San Biagio (3 febbraio) nei pensieri vai adagio.

Marzo

Dicembre fa gli agnelli, marzo ne vuol le pelli.
Fino alla vergine Annunziata (25 marzo) ogni erba fa insalata.
Luna calante marzolina fa nascer l’insalatina.
Marzo pazzerello, se c’è il sole, porta l’ombrello.
Marzo ventoso frutteto maestoso.
Per l’Annunciata (25 marzo) la rondine è tornata.
Per l’Annunciazione (25 marzo) torna la rondine e il rondone.
Per l’annunziata (25 marzo) la spiga è nata.
Per san Benedetto (21 marzo), la rondine è sotto il tetto.
Per santa Annunziata (25 marzo) nasce l’erba che non è nata.
San Giuseppe (19 marzo) frittellaio è un dì per metà festaio.
Sotto la luna marzolina nasce l’insalatina.
Uva marzolina non andrà in cantina.

Aprile

A San Marco (25 aprile) le vacche passano il varco.
Acqua di San Giorgio (23 aprile) carestia di fichi.
Al 5 d’aprile (San Vincenzo) il cucù deve venire.
Aprile sparagiaio, maggio cerasaio.
Ogni goccia d’aprile vale mille lire.
Per Santa Caterina (29 aprile) le vacche alla cascina.
Per un cocomero come un barile, seminalo il primo giovedì d’aprile.
Poni la zucca d’aprile, verrà grossa come un barile.
San Marco (25 aprile) bagnato porta il fieno sul selciato.
San Marco Vangelista (25 aprile), maggio alla vista.
San Vincenzo (5 aprile) chiaro, assai grano scuro, pane nessuno.
Se marzo butta erba, aprile butta merda.
Se per san Marco (25 aprile) goccia lo spirito, abbondanza di vino.
Se tagli un cardo d’aprile, ne nascono mille.

Maggio

A san Bernardino (20 maggio) la fioritura del lino.
A San Cataldo (10 maggio) esce il freddo ed entra il caldo.
Chi pota di maggio e zappa d’agosto, non raccoglie né pane né mosto.
Di maggio ciliege per assaggio.
Fango di maggio spighe d’agosto.
Fino a Sant’Ubaldo (16 maggio) il freddo lotta con il caldo.
Fino all’Ascensione (metà maggio) non lasciare il tuo giubbone.
Maggio fresco e ventoso rende l’anno ubertoso.
Maggio ortolano, molta paglia e poco grano.
Non trascurare nel mese di maggio di provvedere legna e foraggio.
Per l’Ascensione (metà maggio) una spiga per cantone.
Per Santa Rita (22 maggio) ogni rosa è fiorita.
Se di maggio rasserena si avrà la spiga piena.
Se piove per l’Ascensione ogni cosa va in perdizione.

Giugno

A San Vito (15 giugno) il castagno è incardito.
Acqua di giugno rovina il mugnaio.
Da San Giovanni (24 giugno) il succo entra nell’uva.
La guazza di San Giovanni (24 giugno) cura tutti i malanni.
La vigilia di San Giovanni (23 giugno) piove tutti gli anni.
Per San Barnaba (11 giugno) l’uva viene e il fiore va.
Per San Giovanni (24 giugno) si svellon le cipolle e gli agli.
Per San Paolino (22 giugno) c’è il grano e manca il vino.
Per San Pietro (29 giugno) il villano ha falce in mano.
Per San Pietro (29 giugno) o paglia o fieno.
Per San Vittorino (8 giugno) ciliege a quattrino.
Quando piove per San Vito (15 giugno), il raccolto dell’uva va fallito.
San Giovanni (24 giugno) mietitore, San Pietro (29 giugno) legatore.
Se piove per San Vito (15 giugno), il vino se ne è ito.

Luglio

A San Bonaventura (15 luglio) s’è finito di mietere in pianura.
A Santa Marta (29 luglio) s’attacca la luce sotto la cappa.
Per San Pietro (30 luglio) se piove e fa gragnola, la durata è men di un’ora.
Per Santa Cristina (24 luglio) di mattina l’aria è fina.
Per Santa Cristina (24 luglio) la sementa della saggina.
Per Santa Maddalena (22 luglio) la noce -e la nocciola- è piena.
Per Santa Maddalena (22 luglio) si taglia l’avena.
Per Sant’Anna (26 luglio) entra l’anima nella castagna.
San Giacomo (25 luglio) con i tetti bagnati, del vin siamo privati.
San Giacomo (25 luglio) dei meloni.
Se piove per Sant’Anna (26 luglio), l’acqua diventa manna.

Agosto

A Sant’Agostino (28 agosto), la testa sul cuscino
A volte si crede di trovare il sole d’agosto e si trova la luna di marzo.
Agosto annunzia l’inverno.
Agosto, moglie mia non ti conosco.
Al primo d’agosto, le anitre si mettono arrosto.
Alla prima acqua d’agosto cadon le mosche, quella che vi rimane morde come un cane.
Alla prima acqua d’agosto il caldo s’è riposto.
Alla prim’acqua d’agosto, pover uomo ti conosco.
Chi dorme d’agosto, dorme a sue spese.
Chi si ammala d’agosto si ammala a suo costo.
Chi va all’acqua d’agosto, non beve o non vuol bere il mosto.
Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d’agosto.
Da San Bartolomeo (24 agosto) la rondine va con Dio
Da San Lorenzo (10 agosto) se sbrancia i granturchi.
Dal primo d’gosto le anitre si mettono arrosto.
Il sole d’agosto inganna la massaia nell’orto.
In agosto il sole tramonta prima.
La pioggia di san Bartolomeo serve solo a lavare i piedi.
La prima pioggia d’agosto fa fuggire pulci e mosche.
Per Ferragosto (15 agosto) piccioni e anitre arrosto.
Per il Perdon (2 agosto) si mette la zappa in un canton.
Per la Madonna d’agosto, si rinfresca il bosco.
Per San Donato (7 agosto) l’inverno è nato.
Per San Rocco (16 agosto) la rondine fa fagotto.
Per Santa Chiara (11 agosto) ogni goccia una quartana.
Per Santa Maria (15 agosto) il marrone fa la cria
Quando piove d’agosto, piove miele e piove mosto.
San Lorenzo (10 agosto) asciuga i rivi.
San Lorenzo (10 agosto) l’innocente, mille fuochi in cielo accende.
Se piove a San Ponziano (13 agosto), il vino costa meno del grano.
Se vuoi buona rapa che per Santa Maria (15 agosto) sia nata.

Settembre

A San Matteo (21 settembre) tanto è la notte tanto il die.
Per San Cipriano (16 settembre) semina in costa e semina in piano.
Per San Cosma e San Damiano (26 settembre) ogni male stia lontano.
Per San Michele (29 settembre) l’uva è come il miele.
Per Santa Croce (14 settembre) la pertica sul noce.
Per Santa Croce (14 settembre) pane e noce.
San Matteo (21 settembre) addolcisce i grappoli.

Ottobre

A San Francesco (4 ottobre) arriva il tordo e il fresco.
All’Ave Maria (per S.Pietro d’Alcantara, 19 ottobre), o a casa o per la via.
O molle o asciutto, per San Luca (18 ottobre) semina tutto.
Per San Francesco (4 ottobre) la nespola al cesto.
Per San Luca (18 ottobre) cava la rapa e metti la zucca
Per San Luca (18 ottobre) la merenda è perduta.
Per San Simone (28 ottobre) il galletto si fa cappone.
Per San Simone (28 ottobre) la nespola si ripone.
Per Santa Reparata (8 ottobre) ogni oliva è inoliata.
Per Santa Teresa ( 15 ottobre) prepara la tesa.
Per Santa Teresa (15 ottobre) si semina a distesa.
San Francesco (4 ottobre) dopo il caldo viene il fresco.
Se piove avanti la messa prima (per San Simeone, 8 ottobre), piove tutta la mattina.

Novembre

A Sant’Andrea (30 novembre) la neve è per la via.
Da San Martino (11 novembre) l’inverno è in cammino.
Da Santa Caterina (25 novembre) il freddo si raffina.
L’estate di San Martino (11 novembre) dura tre giorni e un pochino.
Novembre va in montagna e abbacchia la castagna.
Oca castagne e vino per festeggiare San Martino (11 novembre).
Per i morti (2 novembre) la neve negli orti.
Per i santi (1 novembre) la neve è per i campi.
Per ogni santi (1 novembre) mantello e guanti.
Per San Clemente (23 novembre) l’inverno mette un dente.
Per san Clemente (23 novembre) smetti la semente.
Per san Graziano (18 novembre) c’è il vino e manca il grano.
Per San Graziano (18 novembre) si semina a piena mano.
Per San Martino (11 novembre) si buca la botte del miglior vino.
Per San Martino (11 novembre) si mangia la castagna e si beve il buion vino.
Per Santa Caterina (25 novembre) la neve si avvicina.
Per Santa Caterina (25 novembre) o neve o brina.
Per Santa Caterina (25 novembre) tira fuori la fascina.
Per Sant’Omobono (13 novembre) o neve o tempo buono.
Prima o dopo i morti (2 novembre) la burrasca è alle porte.
Sant’Andrea (30 novembre) porta o neve o bufera.

Dicembre

A Natale (25 dicembre) freddo cordiale.
A San Gaziano (18 dicembre) lo scaldino in mano.
A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari.
A San Silvestro (31 dicembre) la neve alla finestra.
A Santa Barbara (4 dicembre) sta’ intorno al fuoco e guardalo.
Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malatia.
Da Natale (25 dicembre) in là il freddo se ne va.
Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via.
Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane.
Natale (25 dicembre) al balcone, Pasqua al tizzone.
Natale (25 dicembre) in pantanella, Pasqua in polverella.
Per San Nicolò di Bari (6 dicembre), festa o non festa, a scuola non si resta.
Per San Tommé (29 dicembre) piglia il porco per lo pié.
Per Santa Bibiana (2 dicembre), scarponi e calza di lana.
San Silvestro (31 dicembre) l’oliva nel canestro.
Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre) dura quaranta dì e una settimana.
Se San Damaso (11 dicembre) venerate, sarete in pace con chi amate.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
01
2014
-

Il sogno di Natale

Il Sogno di Natale

Concerto natalizio di beneficenza.CHIESA DI SAN CARLO AI CATINARI- Piazza Benedetto Cairoli, 117, Roma
Ingresso con offerta libera.
L’intero ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un facilitatore/sollevatore per disabili per la Casa di Riabilitazione dell’Opera Don Guanella in Via Aurelia Antica 446.
Organizzato dalla SaveTheDreams – Amici di Don Guanella – Onlus

Comunicare all’indirizzo [email protected]
in quanti parteciperete realmente per permetterci di organizzare al meglio la logistica. Grazie!

Per questa particolare serata nasce un connubio
artistico fra gli 8 archi dei professori dell’Orchestra
Sinfonica di Roma aRchimisti Ensamble e la Corale di
S. Maria della Perseveranza proponendo brani della
musica classica e Sacra più conosciuti tutti legati da un
contesto narrativo: una storia in musica seguendo un
fil rouge per lasciarsi “consapevolmente rapire “ dalle
note nel meraviglioso contesto della Chiesa di San
Carlo ai Catinari ricca di opere d’arte tra le quali l’icona
della Madonna della divina Provvidenza, scelta da Don
Guanella come protettrice dell’Opera.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
01
2014
-

” Il Mago di Natale!” di Gianni Rodari

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei

a fare magie

per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

 
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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