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Lug
16
2014
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La Madonna del Divino Amore

La storia del Santuario è davvero inconsueta. Non è legata ad una apparizione della Madonna, ma ad una antica immagine della Vergine in trono con in braccio Gesù Bambino, sovrastati entrambi dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo (di qui il titolo di Madonna del Divino Amore). Il dipinto era posto su una delle torri di cinta di un antico castello, il castello dei Leoni (da cui la degenerazione in Castel di Leva), della famiglia dei Savelli e viene fatto risalire a un autore della scuola romana di Pietro Cavallini. In quell’epoca, un po’ tutta la campagna romana, ma in particolare quel tratto, era arida e abbandonata. Solo d’inverno vi si spingeva qualche pastore per far pascolare il gregge di pecore. In tanta desolazione, l’unico segno di vita e di conforto era appunto il dipinto della Madonna, ai piedi della quale la sera i pastori si riunivano per recitare il rosario.


IL MIRACOLO DEL 1740

È un giorno di primavera del 1740. Un viandante, probabilmente un pellegrino diretto a San Pietro, si smarrisce per quegli squallidi e deserti sentieri di campagna nei pressi di Castel di Leva, una dozzina di chilometri a sud dell’Urbe. Nell’aria si avverte intenso l’odore della camomilla e del finocchio selvatico. Ma a quel tempo l’agro romano non doveva apparire particolarmente attraente. Alla fatica del cammino e all’asprezza delle intemperie cui si era esposti, si aggiungeva il rischio di cadere vittima in qualche imboscata tesa da briganti e banditi. Avendo però scorto alcuni casali e un castello diroccato in cima ad una collina, il viandante vi si dirige di buon passo nella speranza di ottenere qualche informazione utile per rimettersi sulla giusta strada. Ma proprio mentre sta per fare ingresso nel castello viene assalito da una muta di cani rabbiosi. Le belve inferocite lo circondano e sembrano non offrirgli via di scampo. Impaurito, anzi letteralmente terrorizzato, il poveretto alza lo sguardo e si accorge che sulla torre, c’è un’immagine sacra. È la Vergine con il Bambino, sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo, che è il Divino Amore. Come un naufrago che si aggrappa alla sua scialuppa, con tutta la forza di cui è capace, urla: «Madonna mia, grazia!». È un attimo. Le bestie, che ormai gli sono addosso, di colpo si fermano. Sembra quasi che obbediscano mansuete ad un ordine misterioso. Al richiamo di quell’urlo disperato i pastori che sono nei pressi accorrono e, dopo avere ascoltato quell’incredibile racconto, rimettono il pellegrino sulla strada per Roma. Di quell’uomo non si saprà mai il nome. Sappiamo con certezza, invece, che non stette zitto, ma raccontò per filo e per segno tutto quello che gli era accaduto a chiunque incontrasse o dovunque andasse. Tanto che quel luogo, Castel di Leva, come riportano le cronache del tempo, divenne assai famoso: «Non si distingueva più il giorno dalla notte e continuamente era un accorrere di pellegrini sempre più devoti e numerosi, che ricevevano numerose grazie».

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Lug
16
2014
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San Pietro in lorde-G.Zanazzo

San Pietro quann’ è tutt’impimpinato ch’antra figura fa! che pacioccone!

me pare de vedé ‘no scacchettoneli primi giorni che va a fà er sordato.

PoveraccIo, se trova un po impaccIatoco sto straccio de callo buscaroneje vann’a métte in testa quer pilonech’a momenti lo fa mori affogato!

Pari che dichi a chi lo va a bacià« Sbrigamese, regazzi, ce vò tanto,che ve, rode? c’è poco da guardà»! 

Ve pijerebbe l’estro, sor Loreto,mettmo caso lui non fussi un santo,d’annaje a di: « Paranza, giù quer deto »!

Sagrestia di S.. Pietro, 28 giugno 1876.

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Lug
16
2014
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UN PRIVILEGGIO-G.G.Belli

Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco,
Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia.
Vamm’a ccerca un paese foravia
Dove se vòti com’a Rroma er fiasco!

Vamm’a ccerca p’er monno st’aricasco
De poté ffà un delitto chessesia,
Eppoi trovà una cchiesa che tte dia
Un ber càmiscio bbianco de damasco.

L’hai visto a Ssan Giuvanni Decollato
Cuello che ffesce a ppezzi er friggitore,
Come la Compaggnia l’ha llibberato?

L’hai visto con che ppompa e ccon che onore
Annava in priscissione incoronato,
Come potrebbe annà ll’imperatore?

Roma, 5 dicembre 1832 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Lug
16
2014
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Chi sarà stato?-Aldo Fabrizi

Ho letto cento libri de cucina.

de storia, d’arte, e nun ce nè uno solo

che citi co’ la Pasta er Pastarolo
che unì pe’ primo l’acqua e la farina.

Credevo fosse una creazione latina,
invece poi, m’ha detto l’orzarolo,
che l’ha portata a Roma Marco Polo
un giorno che tornava dalla Cina.

Pe’ me st’affare de la Cina è strano,
chissà se fu inventata da un cinese
o la venneva là un napoletano.

Sapessimo chi è, sia pure tardi,
bisognerebbe faje… a ‘gni paese
più monumenti a lui che a Garibardi

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Lug
16
2014
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Spinaci alla romana

Ingredienti

Pe preparà  spinaci alla romana pe quattro persone te serve:

  • Spinaci freschi 1 kg
  • Burro 100 gr
  • Pinoli 80 gr
  • Uvetta 100 gr

Procedimento

Pe’ prima cosa metti a bagno nell’ acqua tiepida, l’uvetta pè falla rinvenire, alrmeno 20 minuti .Poi se laveno li spinaci como indicato pe l’uvetta e  scolali bbene.
Se pia er burro e scojilo cor fuoco bassissimo in una pentola antiaderente.

Doppo mettece lispinaci, pressali con le mani pe farli entra tutti.

Se copre e se lascia ammorbi. Q

Quanno le foglie comincieno a esse  morbide se inizia a mescolalli.

Se strizza  l’uvetta e l’ aggiungi a li spinaci.

poi mettece anche  anche i pinoli.

Mescolano er tutto e mettece  un pizzico di sale.

Dopo un paio di minuti, se possono servi e magna

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Lug
12
2014
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SULL’AMICIZIA-Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

E un adolescente disse:

Parlaci dell’Amicizia

E lui rispose dicendo:

   Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Written by monsieurclaude in: Claude,Monsieur Claude,MonsieurClaude |
Lug
07
2014
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7 luglio

7 luglio

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Lug
03
2014
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Roma sparita-la spina di Borgo

Borgo antico

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