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Mag
31
2014
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Er sogno

Me pareva de sta su ‘na montagna,
e urlavo in un megafono spaziale:
Popolazione mia che campi male,
accostate qua sotto che se magna.

Poi come fussi er Re de la Cuccagna
buttavo giù, pe’ un’orgia generale,
valanghe de spaghetti cor guanciale,
ch’allagaveno tutta la campagna.

E vedevo signori e poveretti,
in uno sterminato affollamento
a pecorone sopra li spaghetti.

Quann’ecchete, dar cielo, sbuca Dio,
co’ un forchettone in mano e fa: Un momento…
Si permettete ce sto pure io!

Aldo Fabrizi

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
17
2014
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Piazza de la Libbertà

Quanno ce passo, è come si er tempo aritornasse indietro in quer quartiere antico che guarda ar Borgo de San Pietro
e li rivedo tutti e nove  su le panchine de quer giardinetto a discute affinchè un sogno se tramuti in un proggetto.
Li guardo da lontano e mentre loro stanno a sede
m’avvicino piano piano, come pe’ nun famme vede;
me metto dietro, propio a quello che ha preso la parola, e ner mentre parla all’artri, la fantasia de tutti vola.
E’ ‘n giovane cor pizzo, li baffi e ‘na divisa militare, vent’anni appena, sergente de li Berzajeri, a quanto pare; che foga, che passione, fosse pe’ lui je parlerebbe a ortranza,
e mentre parla lo sguardo suo se perde in lontananza.
Chissà si avrà capito che sta a succede in quei momenti, che cosa granne sta pe’ prenne vita da quei sentimenti.
Chissà si vede quanta gente seguirà le orme de quer sogno e che più se ne innammora e più ce n’ha bisogno.
Chissà si vede tutti quelli che se so’ riuniti lì quer giorno, è gente de ieri, de oggi e de domani; je stamo tutti intorno, pe ringrazziallo sempre e pe’ artre mille vorte ancora de avecce dato quell’Idea meravijosa che la vita ce colora.
E’ er nove de Gennaio dell’anno millennovecento,
se arza un’Aquila ner celo e vola libbera ner vento.

Luigi Pennesi

Di padre in figlio

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
16
2014
-

12 maggio 1974…io c’ero

1974

 

 

…40 anni dopo (io c’ero)

libera la lazio

Written by monsieurclaude in: Claude,Monsieur Claude |
Mag
13
2014
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Er terno-Pascarella

Ecco er fatto. Lo prese drent’al letto,
dove stava in campagna in un casino;
je sigillò la bocca còr cuscino,
e j’ammollò ‘na cortellata in petto.

Dunque, ferita all’undici; ce metto
uno, er giorno; quarantatré, assassino:
vado giù da Venanzio er botteghino
ar Popolo e ce butto un pavoletto.

A l’estrazione, sabeto passato,
ce viè l’ambo; ma invece de ferita
m’esce settantadue: morto ammazzato.

Ma guarda tante vorte er Pedreterno
come dà la fortuna ne la vita!
Si l’ammazzava ce pijavo er terno

Written by monsieurclaude in: Claude,Monsieur Claude |
Mag
06
2014
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L’ ELEZZIONE DER PRESIDENTE

Un giorno tutti quanti l’animali sottomessi ar lavoro,

decisero d’elegge ‘un Presidente che je guardasse l’interessi loro.

C’era la Società de li Majali, la Società der Toro, er Circolo der Basto e de la Soma, la Lega indipendente fra li Somari residenti a Roma;

C’era la Fratellanza de li Gatti Soriani, de li Cani, de li Cavalli senza vetturini, la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…

Tutti pijorno parte a l’adunanza.

Un Somarello, che pe’ l’ambizzione de fasse elegge’ s’era messo addosso la pelle d’un leone, disse:

«Bestie elettore, io so’ commosso: la civirtà, la libertà, er progresso… Ecco er vero programma che ciò io, ch’è l’istesso der popolo! Per cui voterete compatti er nome mio…».

Defatti venne eletto proprio lui.

Er Somaro contento, fece un rajo.

E allora solo er popolo bestione s’accorse de lo sbajo.

D’avè’ pijato un ciuccio p’un leone!

Miffarolo!… Imbrojone!… Buvattaro!…

«Ho pijato possesso – disse allora er Somaro – e nu’ la pianto nemmanco si morite d’accidente;

Peggio pe’ voi che me ciavete messo!

Silenzio! E rispettate er Presidente!»

Trilussa

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Mag
05
2014
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Papa Francesco: i cristiani siano liberi da vanità, sete di potere e di soldi

Nella Chiesa ci sono persone che seguono Gesù per vanità, sete di potere o soldi; il Signore ci dia la grazia di seguirlo solo per amore: è la preghiera che ha fatto il Papa durante la Messa presieduta il cinque maggio  2014 a Santa Marta.
Prendendo lo spunto dal Vangelo del giorno, in cui Gesù riprova la gente di cercarlo solo perché si era saziata dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Papa invita a porsi la domanda se seguiamo il Signore per amore o per qualche vantaggio. “Perché noi siamo tutti peccatori – ha osservato – e sempre c’è qualcosa di interessato che deve essere purificato nel seguire Gesù e dobbiamo lavorare interiormente per seguirlo per Lui, per amore”. “Gesù – afferma Papa Francesco – accenna a tre atteggiamenti che non sono buoni nel seguire Lui o nel cercare Dio. Il primo è la vanità”. In particolare, si riferisce a quei notabili, a quei “dirigenti” che fanno l’elemosina o digiunano per farsi vedere:
“Questi dirigenti volevano farsi vedere, a loro piaceva – per dire la parola giusta – piaceva pavoneggiarsi e si comportavano come veri pavoni! Erano così. E Gesù dice: ‘No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene’. E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po’, cercando la vanità. E’ pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull’orgoglio, la superbia e poi tutto e finito lì. E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere?”.
“E io anche penso a noi, a noi pastori” – ha detto il Papa – perché “un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio”: può essere prete o vescovo, ma “non segue Gesù” se “gli piace la vanità”. “L’altra cosa che Gesù rimprovera a quelli che lo seguono – afferma – è il potere”:
“Alcuni seguono Gesù, ma un po’, non del tutto consapevolmente, un po’ inconsciamente, ma cercano il potere, no? Il caso più chiaro è Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, che chiedevano a Gesù la grazia di essere primo ministro e vice-primo ministro, quando sarebbe venuto il Regno. E nella Chiesa ci sono arrampicatori! Ci sono tanti, che usano la Chiesa per … Ma se ti piace, vai a Nord e fai l’alpinismo: è più sano! Ma non venire in Chiesa ad arrampicarti! E Gesù rimprovera questi arrampicatori che cercano il potere”.
“Soltanto quando viene lo Spirito Santo – ha osservato il Papa – i discepoli sono cambiati. Ma il peccato nella nostra vita cristiana rimane e ci farà bene farci la domanda: io, come seguo Gesù? Per Lui soltanto, anche fino alla Croce, o cerco il potere e uso la Chiesa un po’, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere?”. “La terza cosa che ci allontana dalla rettitudine delle intenzioni – sottolinea – sono i soldi”:
“Quelli che seguono Gesù per i soldi, con i soldi, cercando di approfittare economicamente della parrocchia, della diocesi, della comunità cristiana, dell’ospedale, del collegio … Pensiamo alla prima comunità cristiana, che ha avuto questa tentazione: Simone, Anania e Saffira … Questa tentazione c’è stata dall’inizio, e abbiamo conosciuto tanti buoni cattolici, buoni cristiani, amici, benefattori della Chiesa, anche con onorificenze varie … tanti! Che poi si è scoperto che hanno fatto negozi un po’ bui: erano veri affaristi, e hanno fatto tanti soldi! Si presentavano come benefattori della Chiesa ma prendevano tanti soldi e non sempre soldi puliti”.
“Chiediamo al Signore la grazia – ha concluso il Papa – che ci dia lo Spirito Santo per andare dietro a Lui con rettitudine di intenzione: soltanto Lui. Senza vanità, senza voglia di potere e senza voglia dei soldi”

 

Papa Francesco: i cristiani siano liberi da vanità, sete di potere e di soldi

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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