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Dic
24
2012
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BUON NATALE IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO…O QUASI

Albanese:Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Basco: Zorionak eta Urte Berri On
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. 
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Estone: Ruumsaid juuluphi
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noel
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas
Islandese: Gledileg Jol
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva
is Novim Godom
Sardo: Bonu nadale e prosperu annu nou
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh

 

Written by monsieurclaude in: MonsieurClaude |
Dic
23
2012
-

”Se er Papa me donasse tutta Roma e me dicesse

lassa annà chi t’ama,

io je direbbe no Sacra Corona”

 

targa

 

Luigi Bigiarelli, romano, sottufficiale dei bersaglieri, praticava la “corsa veloce” con risultati brillanti, tanto che nel maggio del 1899 si aggiudicò la medaglia d’oro nei 120 metri nel Campionato del Lazio a Villa Pamphili. Ciò lo rese noto nell’ambiente sportivo romano e divenne un riferimento per i suoi amici grazie anche al suo carisma e alla sua carica sportiva che riusciva trasmettere a chi lo seguiva.

Nell’ inverno a cavallo tra il 1899 ed il 1900, Luigi Bigiarelli ed i suoi amici, erano alle prese con un problema che sembrava insormontabile; alcuni di loro volevano partecipare al Gran Premio del Re, 20 chilometri di marcia nella zona di Castel Giubileo che si sarebbe svolta il 21 aprile 1900, la gara vista l’importanza era però riservata ai soli atleti tesserati.
Questi ragazzi animanti da spirito sportivo e voglia di competere, non erano così facoltosi da potersi iscrivere ad uno degli esclusivi circoli nati lungo le rive del Tevere. Fu così che a Luigi Bigiarelli venne la geniale idea di fondare una società podistica.

I suoi amici inizialmente increduli, trascinati dalla decisione ed il carisma di Bigiarelli divennero dapprima possibilisti e poi entusiasti e motivati.

Era il 9 gennaio del 1900 a Roma in Lungotevere all’altezza di Ponte Margherita, in una panchina di fronte a Piazza della Libertà nell’allora rione Prati di Castello, Luigi Bigiarelli e otto suoi amici dietero vita ad una nuova società pedestre.


La prima decisione da prendre era il nome da dare alla nuova società.
Per non creare confusione con la già esistente Società Ginnastica Roma si pensò a qualcosa di più grande di Roma, dove però era inglobata.
Si scelse LAZIO in quanto il nome derivava dall’antico Latium Vetus, la zona dove nacque la città che secoli sottomise il mondo allora conosciuto.
Poi si passò ai colori, in quegli anni di rinascita dell’antico spirito olimpico, i ragazzi decisero per ilbianco ed il celeste, i colori della Grecia patria delle Olimpiadi.


L’emblema altro non poteva essere che un’aquila, emblema indissolubile della potenza di Roma; il motto:Concordia parvae res crescunt ovvero “nell’armonia anche le piccole cose crescono”.
La sede provvisoria era la casa di Bigiarelli in Via degli Osti 15.


Il giorno seguente Il Messaggero riportò la notizia del neonato sodalizio, tre giorni dopo anche la Gazzetta dello Sport riportò la notizia ai lettori del nord.
Questi i nomi dei nove ragazzi fondatori: Luigi Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli (fratello di Luigi), Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier.

Il football

La Lazio crebbe rapidamente, nel primo anno di vita oltre allo sport pedestre si praticava il nuoto, il canottaggio e la ginnastica.
Poi nella nuova sede di via Valdier 6, nell’inverno del 1901 si presentò un certo Bruno Seghettini, membro del Racing Club Parigi, aveva in mano una sfera di cuoio, il primo pallone da football visto a Roma.

Cominciò così anche nella città eterna la pratica del calcio; la Lazio essendo la prima società a Roma a giocarlo fu costretta inizialmente a sfidare…. se stessa, oppure a giocare delle partite nella Piazza d’Armi dove i suoi atleti erano soliti allenarsi, contro squadre di militari o preti in servizio nella capitale. Solo in seguito si svolsero le prime partite contro altre società romane, come la Veloce e la Virtus.
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
23
2012
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Pensieri

Non c’è mai una fine, c’è sempre un inizio

Monsieur Claude , Dicembre 2012

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Ti Lascio Una Parola (Goodbye)

Ti regalo le mie scarpe, sono nuove,
prendi anche qualche libro, può servire,
saprò alzarmi in volo e vedere dove sei,
ti manderò a dire goodbye,
ti regalo la mia giacca, ti sta bene,
ti lascio una valigia, da riempire,
ti lascio anche il mio numero, perché non si sa mai,
ti lascio una parola goodbye,
goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend..
Quanti sogni, viaggi, colori, antichi rancori,
e una fantasia, piena di amori,
e andare contro vento, non è difficile lo sai,
lo è, senza un saluto, casomai…
goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend..
Saprò alzarmi in volo e vedere dove sei,
ti manderò a dire goodbye
goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye. my friend..
Quanti sogni, viaggi, colori, antichi rancori,
e una fantasia, piena di amori,
e andare contro il vento, non è difficile lo sai,
lo è, senza un saluto, casomai…
goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend…
goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend goodbye

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
19
2012
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Roma nun fa la stupida stasera

Roma nun fà la stupida stasera
damme ‘na mano a faje di de si

Sceji tutte le stelle
più brillarelle che poi
e un friccico de luna tutta pe’ noi

Faje sentì ch’è quasi primavera
manna li mejo grilli pe’ fa cri cri

Prestame er ponentino
più malandrino che ciai

Roma nun fa la stupida stasera
ROMA nun fa la stupida stasera

Damme ‘na mano a faje di de si

Sceji tutte le stelle
più brillarelle che poi
e un friccico de luna tutta pe’ noi

Faje sentì ch’è quasi primavera
manna li mejo grilli pe’ fa cri cri

Prestame er ponentino
più malandrino che ciai

Roma reggeme er moccolo stasera.

Written by monsieurclaude in: MonsieurClaude |
Dic
15
2012
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… se la vera abilità di un uomo è la capacità di creare legami
affettivi con le persone,allora mi sento un uomo molto fortunato stasera ad avere intorno a
me tanti amici …”

Giampaolo Serantoni

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
12
2012
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A la sora Teta che pijja marito

Coll’occasione, sora Teta mia,
d’arillegramme che ve fate sposa,
drento a un’orecchia v’ho da dí una cosa
pe’ rregalo de pasqua bbefania.

Nun ve fate pijjà la malatia
come sarebbe a dí d’esse gelosa,
pe’ nun fà come Checca la tignosa
che li pormoni s’è sputata via.

Ma si piuttosto ar vostro Longarello
volete fà passà quarche morbino
e vedello accuccià come un agnello;

dateje una zeccata e un zuccherino;
e dorce dorce, e ber bello ber bello,
lo farete ballà sopra un cudrino.

G.G. Belli dicembre 1827

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
06
2012
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Er presepio-Trilussa

 
Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa ? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…
Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto,senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso ,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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