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Dic
25
2011
-

LA MIA COMUNIONE E LA MIA CRESIMA

Written by monsieurclaude in: MonsieurClaude |
Dic
25
2011
-

IO NELLA PANCIA DELLA MAMMA

Written by monsieurclaude in: MonsieurClaude |
Dic
25
2011
-

IL MIO BATTESIMO

Written by monsieurclaude in: MonsieurClaude |
Dic
24
2011
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Rugantino

La maschera più famosa di Roma è Rugantino che si contraddistingue per la sua arroganza, un po’ fanfarone di quartiere, con la battuta pronta ma perdente quando deve difendersi con le mani.

Rugantino è un popolano che indossa un paio di brache al ginocchio consunta, una fascia intorno alla vita, camicia con casacca e fazzoletto al collo.
La caratteristica principale di Rugantino è  l’arroganza.

Il suo nome, infatti, deriva proprio dal termine “ruganza” ovvero arroganza.


Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
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I matti de Roma-Simone Cristicchi

 I matti de roma sai so tanti

certi so tristi cert’ artri divertenti
so’ mbriagoni so’ reggine so’ cantanti
caratteristici come li monumenti

Pe ditti a zona mia c’era Agostino
che spaventava tutti quanti i regazzini
gridava d’esse niente meno ch’el demonio
le corna in testa eran du peperoncini

Sul atto iatti a volte trovi el Roscio
sale col flauto sul 4 e 51
fa tre notaccie spiaccicando le parole
chiede du spicci ma non glieli da nessuno

I matti de roma so la smorfia
un po sdentata de le strade de città
pe ricordà a chi se pia troppo sul serio
che male strano ch’è la normalità
che brutto male ch’è la normalità

Ce sta Berardo er puggile sonato
che s’è ammattito pei cazzotti presi in testa
mo è vecchio e gira sempre solo
na sigaretta è tutto quello che je resta

oggi alla metro na signora smadonnava
e stava li a litigà immezzo al via vai
co qualcuno che no c’era o no c’è più
forse qualcuno che no c’è stato mai

c’hanno prvato n sacco de dottori
a decifrà quel gran mistero del cervello
se tu me chiedi chi so i veri malati
dipende da che parte chiudi quer cancello
dipende da che parte chiudi quer cancello

i matti me sa che siete voi
che no ridete e siete sempre così seri
e state chiusi tutto il giorno in un ufficio
mentre la vita ve sorride da de fori
mentre la vita ve cojona da de fori 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

Un lunedì

Un lunedì di settembre,anno 2007, ero leggermente rinco , dovuto alla stanchezza, al sonno all’inizio di un raffreddore al fatto che era lunedì   e così…

Ore 20.00 arrivo a casa, apro le finestre mi lavo utilizzando anche
del sapone.

Ore 20.20 l’avvocaBetta mi suona alla porta apro e , mi dice che hanno chiamato Laura e Andrea e che si va a mangiare la pizza

Ore 20.25 chiudo quasi e ripeto quasi tutte le finestre, prendo
l’immondizia la sistemo bene davanti alla finestra aperta e spalancata
della cucina, mi metto il giacchetto(iniziavo a sentire il ponenito
anche in camera da pranzo) ed esco chiudendo la porta a chiave.

Ore 20.26 Entro in casa di Laura e Andrea che sono appena tornati dal loro viaggio di nozze, mi impadronisco del pc e gli faccio vedere in “anteprima” il dvd del loro matrimonio da me girato.

Ore 20.30 Citofona Erika e ci dirigiamo verso la pizzeria.

Ore 21.00 Pizzeria per cena e racconti (salto la cronaca)

Ore 0.00 Apro la porta di casa,abluzioni notturne, mi metto a letto e
mi copro, il ponentino aveva una maggiore intensità.

Mi sveglio ,apro gli occhi , sento dell’aria bella fresca in casa, vedo una gran luce e sento un odore di immondizia…cavolo, ho dormito con la finestra aperta e l’immondizia in una busta aperta davanti alla finestra…risultato?……Casa all’essenza di Malagrotta(nome della discarica vicino casa con annessa raffineria ) nella busta avevo messo anche le piante comprensive delle loro radici che avevo potato.

Ora mi sento meno rinco di ieri ma più raffreddato e con voce rauca.

Morale  la prossima volta che andate in viaggio di nozze tornate di giovedì

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

Meo Patacca

Meo Patacca è la maschera romana, che assieme a quella di Rugantino, rappresenta il coraggio e la spavalderia di certi tipi di Trastevere, il quartiere più popolare di Roma. Spiritoso ed insolente, Meo Patacca é il classico bullo romano, sfrontato ed attaccabrighe, esperto ed infallibile tiratore di fionda, ma in fondo, generoso e di animo aperto. Gli piace é vero fare lo spaccone e parlare in dialetto romanesco, in modo declamatorio, ma poi all’occorrenza non fugge. Anzi, quando ci scappa la rissa, si getta nella mischia e la sua fama é ben nota in Trastevere e in tutta Roma. A parte il suo carattere sicuramente un po’ difficile che si adombra per niente e quel suo strano modo di discutere con qualcuno, prima con le mani poi con le parole, Meo Patacca riscosse la simpatia dei suoi concittadini che affollarono i teatri romani per assistere divertiti alle sue commedie. Il suo personaggio ebbe a lungo fortuna sulle scene e pur trasformato col tempo, in un tipo più serio e meno manesco, ha mantenuto inalterati i caratteri di vanaglorioso romano, sbruffone e provocatore.

 

A volte capita che…

Sono stato invitato ad una conferenza presso un grande albergo”.

Bene, arrivo in albergo,

cerco tra le varie stanze (è un luogo enorme) e trovo un salone ,

al piano terra dove stava per cominciare una conferenza.

 

Prendo posto, ascolto con attenzione 50 minuti di conferenza e …

al 51 minuto capisco che non era la mia riunione,

li’ si parlava della famiglia, …la mia riunione aveva

come argomento la carità…

esco senza dare nell’occhio…

dopo tre secondi rientro perchè mi ero dimenticato il giubbotto ,

così facendo non sono passato inosservato…

 

…e me ne vado al primo piano

dove era in corso la mia riunione…

la cosa strana è che al piano terra non

conoscevo nessuno mentre al primo piano tutti mi salutavano

…ops…

scusate il ritardo , ho detto,

mi ero fermato al piano sotto

perchè delle persone mi hanno trattenuto…!!!

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

Conosco una persona che…

…che si compra una macchina diesel per risparmiare sul costo della benzina

 (ora il diesel costa quanto la benzina)

*

…che aveva fatto un dodici al totocalcio

(ma fora la ruota della macchina e spende più di quello che aveva vinto per ripararla)

*

…che lavorava per una casa farmeceutica

( casa farmaceutica chiusa e non più esistente)

*

…che dopo vari tentavivi era riuscito a vincere ben quindici euro al superenalotto

(il giorno dopo la vincita ha speso il tutto in medicine perchè si era preso un virus di influenza intestinale)

*

…che lavorava per una consociata di una banca

 (consociata chiusa e non più esistente)

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
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La pianta carnivora mangia mosche

Io Monsieur Claude
ero all’interno di un ipermercato un sabato
pomeriggio qualsiasi quando
noto su uno scaffale delle piante
carnivore mangia mosche   appartenenti
alla specie  della Dionaea muscipula
 
Le vedo e decido di comprarne una.
 
Come ogni ipermercato vado alla
cassa a fare la fila per pagare.
 
E’ giunto il mio turno,
la cassiera prende in mano la pianta carnivora
ed io.. ” Attenta che morde”
 
La povera cassiera si impaurisce lancia un grido e
tira la pianta…
…ed io… ” Scherzavo!!!”
 
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
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Stelle cadenti si, desiderio no.

 

Il 19 febbraio del 2008 alle prime ore della sera alzo gli occhi al cielo e vedo una stella cadente.

Senza pensarci su, tiro fuori il mio desiderio e penso:” una stella cadente il 19 febbraio?”

Arrivo a casa e leggo sul giornale che:

…Gli Usa tenteranno per la prima volta di abbattere con un missile un loro satellite spia che minaccia di precipitare sulla terra.

In questi giorni il satellite è visibile anche nei cieli italiani.

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
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Il bacio accademico

 

Ore 14.30 di un venerdì 13 qualunque arrivano “il viaggiatore” e “sua sorella “avvotiziana”
 
Si fermano al numero 3 per far salire il Monsieur.
 
Prima di salire il Monsieur viene preso dal desiderio di sradicare un ramo di alloro dal giardino condominiale.
E come un furetto si recò giu’ per le scale ad una velocità inaudita e in un attimo riesce ad avere fra le sua mani un ramo di alloro.
Salì in macchina  e mentre posa il suo bel fondoschiena sul sedile posteriore si accorge che il ramo appena preso era il ramo più mangiato dai bruchi di tutto il municipio.
 
Facendo finta di nulla, ne prepara dei piccoli rametti sorridento come un ebete con tutti i suoi 42 denti(42 come le corde della chitarra picasso).
Stranamente, questo terzetto non riesce a perdersi per le strade della città, il non perdersi ha creato comunque dei turbamenti umorali ai viaggiatori.
Giunti nella zona universitaria trovano persino il parcheggio.A questo punto i nostri tre viadanti sono sicuri di essere preda di forze oscure perché è tutto filato liscio.
Scedono dalla macchina  e si avvicinano all’ingresso principale.
 
Percorrono una cinquantina di metri sotto un tunnel di piante (denominato tunnel dell’amore) ed arrivano davanti alla dea dei fiammiferi,Minerva, la quale ha le braccia alzate e le ascelle sudate per colpa del sole,sotto di lei una fontana,piena di acqua,o meglio di gocce di sudore della dea.
Il Monsieur vedendo la pozza liquida,immerge il suo alloro brucato e lo lava in modo molto accurato.
 
Da lì a breve, chiedono informazioni ad un abitante del luogo su dove si trovasse il museo Etrusco ,luogo nel quale veniva discussa la tesi,il quale per tutta risposta:”andate avanti, seguite questo palazzo cubico e girate a sinistra, lì troverete una folla, unitevi a loro perché siete arrivati.”
 
Girato l’angolo del palazzo cubico, si trovarono davanti ad una folla.
La folla era composta da un gruppo dark con capelli che andavano dall’azzurro al turchese fatina, le unghie tutte di colore diverso ed ognuno aveva una decina di orecchini,piercing a volonta’e catene da motorino come cinture.
Più sotto un gruppo ,credo sbarcato da un villaggio turistico di Tor Bella Monaca,dove tutti utilizzavano parole difficili da trovare in un vocabolario, forse per questo erano lì, per ricevere un dottorato in storia dell’arte attraverso un nuovo linguaggio fatto di gemiti e vocali.
Ad un certo punto, dall’alto delle teste,vedono apparire un mazzo di fiori con confezione rossa.Il mazzo di fiori si inizia a muovere destra verso sinistra, poi da sinistra verso destra ,sempre più velocemente.Sotto i fiori, vediamo una gran luce riflessa(che sia una fronte spaziosa?) ,alla sinistra  una bella ragazza con un sorriso di oltre 42 denti (più della chitarra picasso),di fianco i genitori della bella ragazza.
I nostri tre impavidi eroi , solo a quel punto capiscono che erano arrivati e pertanto si uniscono alla compagnia.
 
Bisognava ora solo attendere che dal grande portone del museo Etrusco uscisse il grande “bidello” e che urlasse il nome e il cognome della bella ragazza sorridente, che per convenzione chiameremo IEE.
 
Nell’attesa della chiamata il Monsieur distribui il suo alloro brucato a tutti i presenti.
Poi si apri’ il gran portone, uscì il gran bidello ed urlo’, IEE.
Finalmente si entra!!!
 
Attraversarono il gran portone e si trovarono davanti una statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso.
 
Il gran bidello spiegò che si doveva entrate nella stanza dei gessi estruschi posta sul lato sinistro ed apri la porta.
Sulle pareti erano appese delle stampe d’epoca, poi una decina di sedie sulla destra, in fondo pieno di statue di gesso che riproducevano dei colossi/e etruschi e tra le sedie e le statue gessate una scrivania con una sedia.
 
Al dil là della scrivania c’era il “Grande Tavolo”.
Dietro il “Grande Tavolo” erano accomodati degli  strani personaggi, 11 per la precisione.
Uno di quei personaggi disse ad IEE di accommodarsi,  stessa cosa fecero i suoi accompagnatori sulle sedie poco lontane.
 
Poi una signora apparentemente di mezza età e di mezza altezza, si mise a parlare.
Ma nessuno riusciva a capire nulla perché la stanza era molto grande e parte della undici persone erano in preda ad un parlatio vociarum chiassosum.
Tanto per rendere la cosa meno udibile da tutti, il “Gran Bidello” aprì per ben due volte e senza motivo la porta della stanza gessata.
Ad un certo momento la parola passò ad un’altra signora, alla destra
di colei che apparentemente era di mezza età e di mezza altezza.
La nuova relatrice, aveva un viso simpatico ma  una voce ancora meno udubile della prima.
 
A quel punto si aprì nuovamente la porta della stanza gessata ed entro l’uomo dalla lunga coda brizzolata.
Per non dar fastidio, entro’ con passo svelto, passo’ davanti agli ospiti ed alla IEE facendo ammirare la sua coda brizzolata di un metro e mezzo, ondulandola da sinistra verso destra e roteandola in senso antirorario,quindi si mise sulla destra del grande tavolo prese una sedia e comincio’ a far spostare tutti gli altri pseudo ascoltatori.
Lo spostamento delle sedie, però doveva avvenire secondo le usanze del luogo, ogni sedia spostata deve essere strusciata in terra con tutto il peso del corpo seduto per non meno di cinque secondi consecutivi.E così fu.
 
Poi prese la parola IEE per bene due volte , e per ben due volte gli uditori della parte destra del grande tavolo dovevano alzare la loro voce per poter parlare fra loro, mentre gli uditori della parte sinistra del grande tavolo battevano le loro nocchie sul tavolo per richiamare il silenzio.Al centro il gran capitano colui che doveva declamare la votazione finale.
 
Poi la sopresa,il gran capitano disse” potete uscire ed aspettare un attimo”.
La nostra compagnia si ritrovo’ nell’atrio sotto la grande statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso.
Nell’attendere capirono cosa avesse di diverso quel colosso gessato, il nostro gigante di gesso era senza il suo membro più importante,come un’orchestra senza maestro,come un semaforo senza il verde, come un pesce spada senza la spada (o forse non era la spada).
 
Poi si riaprì la porta e dietro al gran tavolo il gran capitano era pronto a fare la sua proclamazione.
“…Signora IEE visti gli articoli le diamo 110…ascoltato(?)le relazioni le diamo 110…a quel punto mentre tutti erano in attesa anche della Lode, squilla il cellulare di Monsieur il quale con fare indaffarato anziché spegnerlo tramite il pulsante rosso pigia erroneamente il pulsante verde e dall’altra parte inizia un monologo.
Il Monsieur  non capiva chi fosse, poi lo chiese, era la Lorca, ma continuava a non sentire né il gran capitano né quello che diceva la Lorca.
Allora prese iniziativa, disse alla Lorca, ci sentiamo dopo e comunque prendi per buono l’appuntamento che hai con “il viaggiatore” perché io non capisco proprio nulla.
 
Chiuse con la telefonata e si accorse che l’allegra brigata si baciava.
Allora tutto trafelato chiese, va bene il 110 ma la lode perché non l’hanno data?
 
Ma nessuno lo sentì, la Lode comunque l’avevano data al momento dello squillo della Lorca.
 
In pratica il Monsieur non aveva sentito nulla della telefonata della Lorca e si era perso anche il momento della proclamazione della votazione.
 
Usciti dalla stanza gessata, si ritrovano tutti sotto la statua di gesso raffigurante un fisico di un uomo possente , più possente di quello del David, ma con qualcosa di diverso,per le foto di rito.
 
Alla prima foto squilla il telefono dell’uomo  del mazzo di fiori, era di nuovo la Lorca.
L’uomo del mazzo di fiori prese il cellulare lo passo’ a Monsieur il quale non capì nuovamente un’accidente ,in pratica la stessa cosa che era già accaduta non meno di due minuti prima, e ribadì nuovamente il concetto ” prendi per buono l’appuntamento che hai con “il viaggiatore” perché io non capisco proprio nulla.”
 
A quel punto il Monsieur chiese ;”ma la lode?”e lì capì che IEE era diventata dottoressa  con il massimo dei voti e la lode, ma una cosa ancora mancava, si ma cosa?
 
Il Monsieur sempre più lesto capì e disse”ma il bacio accademico?”
La IEE rispose” ma quale bacio accademico erano tutti brutti”
Fu in quel momento che MONSIEUR diete il bacio accademico alla IEE.
 
Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

La partenza intelligente

Conosco un Lui e una Lei,praticamente una coppia di fidanzati,
entrambi residenti a Roma che hanno
pianificato una partenza intelligente.
 
Per raggiungere la capitale dell’Argentina,
anzichè partire direttamente  dall’aereoporto internazionale di Roma Fiumicino,
hanno ideato un percorso molto alternativo.
 
Per raggiugnere Buenos Aires ,
partiranno in treno da Roma ed arriveranno a Bologna.
 
A Bologna hanno quattro ore di tempo
per lasciare la stazione ferroviaria
e raggiungere l’aereoporto del capoluogo emiliano
dove prenderanno l’aereo per Roma Fiumicino per fare scalo
e prendere l’aereo per L’ Argentina.

Ma come vanno a Bologna in treno da Roma
poi tornano a Roma in aereo (lo stesso giorno)
per cambiare aereo e raggiungere l’Argentina…
 
…MA NON FACEVANO PRIMA A PARTIRE DIRETTAMENTE DA ROMA???…

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

Er buciardo

Perchè racconni le bucie?

De sicuro ce provi gusto, soddisfazzione 

te piace fa crede le cose nun vere.

Nun riesci a raccontà cose serie

perchè se no se scopre veramente chi sei..

Prima de raccontalla ,la bucia te la studi, 

fai le prove poi quanno te accorgi che po’ esse veritiera

la tiri fora e te ce diverti.

Ma aricordate che prima o poi 

 nun te crederà piu’ nessuno

puro se hai detto la verità.

 

Pasquino XXI

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
21
2011
-

Frasi celebri di Monsieur Claude

Mal comune …mezzo Claudio

 Ma se le anatre in Italia fanno qua qua…in America fanno here here???

Nessun sopravvissuto…Tutti salvi!!! 

Il marinaio spiego’ le vele al vento…
…ma il vento non lo capi’…

Sordo è chi non vuol sentir parlare

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude | Tag:
Dic
21
2011
-

Stornellata romana

Gira, gira e fai la rota
e nun falla mai ferma’.

Quando ar mattino Roma s’e’ svejata
pare ‘n pavone quando fa la rota,
sembra na pennellata fatta d’arcobaleno,
pure si piove, pare ch’e’ sereno.

Gira, gira e fai la rota
nun te devi mai stanca’,
gira, gira e fai la rota
e nun falla mai ferma’.

Te vojo bene e ancora nun lo sai,
ma guarda bene dentro all’occhi miji,
così ce leggerai ‘na lettera d’amore
che ho scritto e sigillata ‘n fonno ar core.

Gira, gira e fai la rota
nun te devi mai stanca’,
gira, gira e fai la rota
e nun falla mai ferma’.

Io c’ho ‘n’amore que nun ha mai fine,
nun e’ geloso e nun me da’ le pene,
c’ha tere e c’ha coline, e’ ricco de tesori
è Roma mia, er più grande dell’amori.

Gira, gira e fai la rota
nun te devi mai stanca’,
gira, gira e fai la rota
e nun falla mai ferma’! 

“LE AVVENTURE DEL CAVALIERE CLAUDIUM “
Il valoroso Cavalier Claudium,insieme al Signor D e al fidato Pandolfo,
intraprese un viaggio senza euguali…
decise di scovare gli indiani nani nel giardino della Kolymbetra di Girgenti.
Fino ad ora nessuno è mai riuscito a trovarli,o meglio,
nessuno è mai tornato  indietro da Kolymbetra.
 Da una antica leggenda, si narra che chi li ha visti
si trasformi in albero…
gli uomini diventano alberi di mandarino,
le donne invece diventano alberi di aranci.
Ancora non si sa invece chi siano quelli trasformati
in mandorlo, una vaga idea però forse  c’è ma nessuna leggenda lo riporta.
Il Cavalier Claudium insieme al Signor D. e al fido Pandolfo,arrivano
in un giorno imprecisato di un anno imprecisato
nelle vicinanze dei giardini della Kolymbetra.
Bisognava trovare un ingresso…
Il fidato Pandolfo era molto sicuro di se,
pertanto si mise lui a guidare
l’impresa del nostro trio.
Ma l’impresa risultò difficile sin dall’inizio.
Trovare l’ingresso della Kolymbetra non è stato mai facile per nessuno,
figuriamoci per il fidato Pandolfo.
Arrivati in cima al Girgenti, Pandolfo guidò la
compagnia verso una strada in discesa.
Era una strada in discesa che il fido Pandolfo aveva
percorso migliaia di volte nella sua ormai
lontana gioventù.
Arrivati alla fine della discesa…(segue ? …)

 

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude | Tag:
Dic
20
2011
-

Santo Claude is coming to town…

You better watch out
You better not cry
Better not pout
I’m telling you why
Santo Claude is coming to town

A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.

A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.

Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.

A Natale puoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
19
2011
-

NATALE DE GUERA- TRILUSSA 1916-

Ammalapena che s’è fatto giorno,la prima luce è entrata ne la stalla e er
Bambinello s’è guardando intorno.
-che freddo, mamma mia! Chi m’arripara?che freddo, mamma mia! Chi
m’arriscalla?
-Fijo, la legnaè diventata rara e costa troppo cara pe’ compralla…
-E l’asinello mio dov’è finito?-Trasporta la mitraja sur campo de battaja: è
requisito.
-Er bove? – puro quello fu mannato ar macello- Ma li Re Maggi arriveno?
-E’ impossibbile perchè nun c’è la stella che li guida;la stella nun vô uscì
: poco se fida
pe’ paura de quarche diriggibile…- Er Bambinello ha chiesto:
– Indove stanno tutti li campagnoli che l’antr’anno portaveno la robba ne la
grotta?
Nun c’è neppuro un sacco de la polenta,nemmanco una frocella de ricotta.
– Fijo, li campagnoli stanno in guerra,tutti ar campo e combatteno.
La mano che seminava er grano e che serviva pe’ vangà la terra
addesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente….
Guarda, laggiù, li lampi de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi, li quattrocentoventi che spaccano li campi?-
Ner di’ così la Madre der Signore
s’è stretta er fijo ar core e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce.
Una lagrima amara per chi nasce,una lagrima dòrce per chi more……

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |
Dic
18
2011
-

IN FUGA DALL’OSPIZIO

Prefazione: Il racconto va preso così com’è .I fatti narrati possono essere realmente accaduti o comunque essere stati totalmente inventati. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale e frutto di fantasia. L’autore declina ogni responsabilità e chi se la prende è un buffer bacco.

 

 

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo”prima parte

 

“Fuggiamo dall’ospizio, prendiamo una macchina ed andiamo lontano”

“Ma stai scherzando, non si può fare, ora abbiamo una certa età e non ce la faremo neanche ad uscire dal cancello”

“Non ti preoccupare, io dico che ancora ce la possiamo fare e poi la mia patente di guida ancora non è ancora scaduta”.

Il ragioniere e il Monsieur continuarono questo discorso per molte ore.

Ogni volta che passava qualcuno vicino a loro, erano capaci di cambiare discorso all’istante.

Più parlavano della fuga e più si convincevano di farcela.

 

Su una cosa entrambi erano  d’accordo, che la fuga dovesse avere un inizio e una fine con una durata di non più di dodici giorni perché entrambi avevano la mensile visita medica di controllo. Inoltre decisero che al massimo potevano essere in cinque persone.

 

Il Ragioniere decise di portarsi con se la sua innamorata, la Wuanda, una vecchia soubrette che raggiunse l’apice del successo con il varietà “il secchio e l’olivaro”.

 

C’è il Monsieur, un tipo strano che sembra fuggito dal popolo di Asterix ma al contrario degli altri due uomini è l’unico ad aver capelli ma una minor statura. Il Monsieur è meglio non invitarlo a mangiare perché è capace di far rimanere gli altri con il piatto vuoto.

 

Poi lo dissero alla ex secca ora panciuta Eritema,però non ditegli che non è più la secca, lei crede ancora di essere magra, forse è questo il motivo del perché si veste con due taglie in meno.

Quindi si aggregò il canuto Avvocato. Una persona molto ariosa, non perché si dia importanza ma bensì ha sempre dell’aria da espellere dal primo orifizio libero del suo corpo. Un vero fenomeno naturale.

Infine poi c’è il Ragioniere, un tipo molto preciso e pignolo. Nulla per lui deve essere lasciato al caso, per lui i conti debbono sempre tornare. Essendo Ragioniere,ha la sua nuvola di pioggia che lo segue ovunque lui vada.

 

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo”seconda parte

 

Tutti e cinque insieme decisero il da farsi.

Per prima cosa la meta da raggiungere.

Dopo vari incontri a mo’ di carbonari, decisero che il posto doveva essere un posto vicino al mare, vicino a città d’arte,in campagna,non lontano da ottimi ristoranti,silenzioso e allo stesso tempo gioioso.

Certo non era facile trovare un posto con tutte quelle caratteristiche, inoltre dovevano tener conto della non tanto praticità alla guida del Ragioniere.

 

Dopo continui ripensamenti su luoghi e sulla modalità di raggiungimento arrivarono ad un accordo.

Partenza strategica alle ore 15.30 dopo la pennichella pomeridiana ,così facendo non potevano essere scoperti prima della cena delle ore 20 e a quell’ora ormai erano già distanti.

Per il mezzo di trasporto non hanno invece problema, utilizzeranno il cabinato diesel grigio topo del Ragioniere.

Ognuno dei cinque componenti deve portare con se al massimo un bagaglio , l’unico che ne può portare due è il Ragioniere poiché nel secondo bagaglio c’è il respiratore ,utile per un viaggio di cinque anziani.

Il Monsieur invece, nel suo bagaglio ha predisposto una tasca per medicinali.

La ex secca Eritema invece ha un bagaglio e mezzo, nel mezzo bagaglio ci sono solo generi di prima necessità.

Nel bagaglio della Wuanda c’è il posto per i pannoloni per i componenti del viaggio.

 

In quello dell’avvocato invece non c’è nulla per gli altri ma solo il suo parrucchino da utilizzare nelle serate di gala.

 

E finalmente giunse il giorno della fuga.

 

Ogni cosa è stata studiata, impossibile fallire.

 

La ex secca Eritema e l’Avvocato  si erano fatti dare un pomeriggio di permesso con la scusa di andare a respirare lo iodio al mare,ed avevano dato l’appuntamento al Ragioniere alle ore 16 al Birgi ridente località etrusca in riva al mar Tirreno.

 

Alle ore 15 il Ragioniere caricò le sue due valigie nel suo cabinato diesel.

Quindi prese la Wuanda e né caricò il suo bagaglio.

Per non dare nell’occhio,sono andati a prendere il Monsieur che li attendeva un cinquecento metri fuori dal cancello.

 

Tutte e tre andarono al Birgi a prendere gli altri due,caricarono i loro bagagli e via,obiettivo Siracusa.

 

Per raggiungere Siracusa e per non far stancare troppo alla guida il Ragioniere, si diressero verso Vecchiacivita.

Lì si imbarcarono su una nave da crociera battente bandiera panamense.

Scelsero una compagnia estera per poter rallentare  le ricerche al momento della scoperta della fuga.

 

 

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo”terza parte

 

Sempre per depistare,scelsero di non arrivare direttamente a Siracusa, ma di farsi sbarcare ,dietro lauta mancia al pilota, a circa tre ore e mezza di macchina dal luogo.

 

Sulla nave la situazione che all’inizio era tranquilla si rilevò subito tragica.

 

La Wuanda soffriva per il mare che la circondava.

L’Avvocato invece si era sistemato controvento in modo da poter espletare senza fastidio altrui.

La ex secca Eritema ,passava il suo tempo a mangiare e bere.

Il Ragioniere e il Monsieur invece, decisero di visitare come clandestini le cucine della nave e come clandestini mangiarono delle pietanze.

Scelsero del cibo senza sapore,per paura di sentirsi male durante la navigazione.

Poi decisero di dormire, ognuno in un posto diverso ma tutti alla stessa temperatura , meno cinque gradi centigradi. Infatti la nave battente bandiera panamense , aveva una temperatura interna molto bassa, questo per non far andare in decomposizione i cinque anziani della compagnia.

 

Il viaggio in nave prosegue, i nostri cinque non si lamentano più perché  ormai ibernati e passano la notte sonnecchiando.

 

Alle prime luci dell’alba si svegliano, e presi da un non so’ che, si riversarono tutte e cinque sul ponte numero 7 ad ammirare i delfini che precedevano la nostra imbarcazione.

Finalmente la terra ferma.

Ancora nessuno si era messo alla loro ricerca, quindi sbarcarono senza molte difficoltà o  meglio una difficoltà l’hanno avuta ma non per loro colpa.

La macchina parcheggiata nella stiva davanti al cabinato diesel grigio topo, non aveva autista obbligando i nostri eroi ed altri viandanti ad una lunga attesa.

Dalla fonia della nave veniva sempre ripetuto l’annuncio di spostare la macchina, ma dell’autista neanche l’ombra.

Ad un certo momento, circa un’ora dopo, due grasse signore,non belle,si resero conto che il mezzo che infastidiva lo sbarco era il loro e finalmente permisero a tutti di uscire dalla stiva della nave, non prima di aver ricevuto improperi da parte di tutti.

 

Finalmente a terra, ora si che erano liberi.

Primo obbiettivo, la colazione.

Il Monsieur guidò la brigata al bar Rosa Nero di fronte all’orto botanico.

Lì Eritema e Monsieur mangiarono due Arancine giganti da mezzo chilo l’una, gli altri invece si accontentarono di un semplice cappuccino con cornetto.

 

Dopo essersi rifocillati si misero in viaggio e il Ragioniere prese la strada direzione Siracusa.

 

Dopo venti chilometri e dato che il paesaggio era sempre lo stesso iniziarono ad avere dei dubbi, abbiamo sbagliato strada, stiamo girando su noi stessi o forse è meglio che tra un poco facciamo una pausa ad un autogrill e facciamo il punto della situazione.

 

 

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo”quarta parte

 

Si fermarono ad una stazione di servizio, a turno andarono  in bagno per il cambio dei pannolini e per svuotare i cateteri,successivamente si dissetarono mentre Eritema mangiava,fecero il punto della situazione  e si rimisero in viaggio verso la loro meta.

 

Seguirono correttamente le indicazioni, il Monsieur tirò fuori una miriade di cartine, mappe, segnalazioni, opuscoli con tutto ciò che si deve sapere e per finire una decina di pagine (del quale ne andava veramente fiero) con tutte le sagre paesane che si sarebbero tenute fino al 2012 compreso.

 

Arrivarono vicino alla locanda dell’Albero del limone, posto nel quale dovevano segretamente pernottare e la sorpassarono.

Nuovamente arrivarono vicino alla locanda limonata e la sorpassarono di nuovo.

Poi fecero un’inversione ,inutile, di 360° .Inutile perché si rimisero sulla stessa strada e nella stessa direzione di prima.

 

Ad un certo momento la Wuanda vide un’insegna nascosta dietro un segnale di stop con su scritto Locanda dell’Albero del Limone e lanciò un urlo…”ECCOLOOOOOOO!!!!”

Appena udito l’urlo, l’Avvocato, Eritema e Monsieur si misero a gioire mostrando tutti i loro denti e felici sghignazzavano.

Il Ragioniere allora si diete  un tono e imboccò la strada per la locanda.

Era una strada sterrata,bianca polverosa e piena di sassi.

 

Passarono vicino ad un casale, rallentarono,videro che era un casale bellissimo, ben rifinito,tutto un giardino in ordine,ma non era il loro.

 

Lentamente proseguirono e dopo delle fresche frasche videro un cancello con un  casale in mezzo a degli agrumeti non tanto curati, dove nella finestra più alta c’era una statua raffigurante una testa di moro.

 

Decisero che non poteva essere quello e che pertanto dovevano proseguire.

Ma Eritema,forse presa dalla fame, vide su un albero al bordo della strada un’insegna scritta a mano su un pezzo di legno, erano arrivati, il moro era la sentinella della Locanda dell’Albero del limone.

Lentamente il cabinato diesel grigio topo entrò nella tenuta.

 

Scesero dalla macchina con aria spaurita, subito incontro gli giunse un cane di taglia medio bassa bastarda con un limone in bocca e lì ebbero il primo sussulto:”ma che ci fa un cane con un limone in bocca?”.

Quindi entrarono passarono sotto l’arco principale della locanda,con sopra la solita testa di moro,entrarono in una stanza piena di quadri tutti con lo stesso volto,fotografie sempre con lo stesso volto in ogni angolo della locanda. Ad un certo momento un volto prese vita, si mise a parlare,li capirono che non era un quadro o una foto ma era la padrona del limoneto.

E partirono le presentazioni. La signora del limone offri ai nostri anziani e stremati viandanti dell’acqua, frizzante per gli uomini,liscia per le donne.

Quindi li guidò verso le loro camere.

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo”quinta parte

Le camere erano due, una da tre posti letto chiamata Aquarium, poiché all’interno c’e’ una pittura raffigurante un’onda piena di pesci e altri pesci di ceramica. Nell’aquarium c’è anche un piccolo frigorifero stile anni 50 o forse proprio degli anni 50.

Più avanti un grande bagno ,in terra un pavimento di cotto rosso.

Il soffitto a cassettoni, con canne di bambù incrociate fra di loro, con al centro un geco di dieci centimetri.

 

L’altra camera era senza nome, non aveva il cotto rosso in terra,non aveva il frigo, era molto più piccola dell’altra ma sul davanzale della finestra aveva un pappagallo di legno su un trespolo che serviva per tener lontani gli animali della campagna.

 

Con la nostra signora del limone si misero d’accordo che la colazione doveva essere servita dalle otto e trenta in poi.

 

Quindi presero possesso delle loro stanze e si riposarono un poco dal lungo viaggio.

Ma non tutti si riposarono, l’Avvocato e il Monsieur decisero di fare una passeggiata verso il mare.

Uscirono dal cancello,si incamminarono verso la strada sterrata bianca, e dopo circa venti minuti arrivarono in una zona di mare chiamata la Fenusa. Il Monsieur,per praticità storpiò  il nome il Fetusa.

Era una zona di mare a scogliera ma con un mare limpido e calmo che trasmetteva tranquillità.

Quindi per non allarmare gli altri tre, decisero di fare subito ritorno e rifecero la strada a ritroso.

Tornati alla locanda, ci fu la riunione organizzativa,l’argomento era, dove adiamo a mangiare stasera e cosa facciamo domani.

Dopo varie proposte, la conclusione fu, stasera a cena vero la città di Siracusa e domani al mare a Fontane Bianche.

Quindi si lavarono, si profumarono si misero tutti in gran abito e andarono a Siracusa.

Prima di entrare ad Ortigia ,l’isola della città nonché centro storico della stessa, chiesero ad un portuale”dove è un posto dove si mangia bene il pesce?”

Il portuale gli rispose, “Andate a mangiare dalla finanziera vi dico io come ci si arriva”.

Parcheggiarono la macchina e intrapresero una passeggiata secondo le indicazioni del marinaio.

Giunsero all’osteria della finanziera, entrarono.

L’osteria aveva molti tavoli vuoti,il cameriere gli disse che al piano di sotto erano tutti occupati,(?) e li fece accomodare al piano di sopra.

Si sedettero e come si sedettero, il cameriere svegliò un’anziana signora che era qualche tavolo più giù.

L’anziana signora appena svegliata ci saluto con un ghigno sospetto, poi si allontanò.

Quindi tornò e ci consigliò cosa prendere. L’anziana signora era la Finanziera.

La cena si svolse nel seguente dei modi:

Antipasto libero, primi piatti a scelta,frittura di moscardini,ricciola e vino a volontà,naturalmente acqua frizzante per gli uomini e liscia per le donne.

I nostri cinque anziani fuggitivi mangiarono talmente tanto che con tutto quel cibo ingurgidato avrebbero sicuramente contribuito in maniera sostanziosa a risolvere il problema della fame nel mondo.

 

Capitolo 1

“La fuga e il capitolo più lungo” sesta parte

 

Esausti da tutto quel bere e quel mangiare, chiesero il conto al cameriere. Il cameriere però disse che si dovevano rivolgere alla finanziera.

Andarono dalla finanziera,il Monsieur,la Wuanda e il Ragioniere.

La finanziera prese un mini bloch notes e cominciò:

antipasto dieci euro, primi piatti dieci euro, bevande venti euro…allora il Monsieur intervenne, “ma come le bevande venti euro mentre gli antipasti solo dieci?”

L’anziana finanziera non si fece cogliere di sorpresa e diete un bacio alla Wuanda dicendogli “GIOIA MIA” e continuò con il suo pseudo conto sul suo bloch notes. Aveva deciso che dovevamo pagare circa centro trenta euro e poco gli interessava se l’acqua e il vino costassero di più della ricciola.

Pagarono e al momento di prendere i soldi la finanziera gridando “GIOIA MIA” baciò nell’ordine ,la Wuanda,il Ragioniere e il Monsieur, mentre gli altri due erano fuori dell’osteria una a prendere un poco d’aria e l’altro a farla.

Satolli e ubriachi si diressero verso l’isola di Ortigia.

Giunti sull’isola e sempre pieni di vino, decisero di smorzare la sbornia con del freddo latte di mandorla.

Alla fine si ritrovarono seduti su dei gradini vicino all’imbarcadero ortigiano senza aver le forze di giungere al cabinato diesel grigio topo.

  

Capitolo 2

“Fontane bianche e Cassibile”prima parte

 

La mattina appuntamento alle ore otto e trenta in veranda, la nostra signora del limone prepara la colazione, e nell’ordine porta:

Latte, caffè solubile, ciambellone rettangolare del discount riscaldato al forno microonde, cinque fette biscottate,due marmellate fatte in casa ,una di limoni ed una di arancia,comprensive di bucce dei rispettivi frutti,dello yogurt servito dentro delle tazzine etniche ,o forse erano solo vecchie, e dei cornetti caldi con spolverata di zucchero a velo.

I nostri cinque prima di far colazione debbono scansare dal tavolo un gatto, un altro gatto era nel portavivande, sotto al tavolo il solito cane dal limone in bocca e un altro gatto quasi siamese che era sdraiato su una vecchia stufa.

Come tovaglia sul tavolo c’era una vecchia tenda blu,appeso sul muro del vecchio alloro secco. Il Ragioniere era seduto davanti al vecchio alloro secco e vedendolo dava l’impressione di una pittura raffigurante un non ben specificato santo.

 

Finita la colazione i nostri cinque salirono in macchina per raggiungere Fontane Bianche, ridente località marina di Siracusa.

Naturalmente, prima di imboccare la strada giusta fecero il solito giro di 360° con al lato una serra piena di melanzane secche e fradice.

Decisero allora che le melanzane secche e fradice servivano per prendere la giusta direzione dalla rotatoria.

Al secondo giro di rotatoria,si diressero verso il mare.

Lasciarono il cabinato diesel al parcheggio “lido fontane bianche” ed entrarono al Lido Fontane Bianche “

Presero cinque lettini, due ombrelloni e pagarono per otto persone, non chiedete il perché ma loro riescono sempre a pagare più del dovuto.

 

Una volta sulle sdraie, Eritema e Wuanda iniziarono a spalmarsi circa sette creme diverse a testa.

Il Monsieur aveva portato con se un materassino gonfiabile di nome Linda,naturalmente sgonfio e iniziò a gonfiarlo con la bocca facendosi venire un embolo.

L’avvocato che non aveva mai nuotato, preso da una incredibile voglia di fare, si buttò in acqua ed iniziò a nuotare. La spiaggia vedendolo, si lasciò andare ad un applauso spontaneo.

Il Ragioniere invece si era portato due maschere ed un paio di pinne.

Disse al Monsieur, andiamo a vedere cosa c’è in acqua e prese con se le due maschere e le pinne.

Il Monsieur prese una maschera,provò ad indossarla e ruppe subito l’elastico.

 

A turno fecero il bagno portandosi il materassino gonfiato con l’embolo.

 

Pranzarono su una terrazza sul mare,si riposarono un po’ all’ombra e tra un bagno, una lettura, delle chiacchere passarono la loro giornata di meritato riposo in spiaggia.

 

Mentre erano sdraiati a prendere il sole, passano dei giovani che lasciano una pubblicità di una sagra del limone e del mandorlo a Cassibile.

 

Senza pensarci su, decisero che a Cassibile avrebbero passato la sera, con un solo dubbio, ma come sarà Cassibile, sarà uno di quei paesi barocchi, sarà un paese con un bel lungomare …niente di tutto ciò.

 

Capitolo 2

“Fontane bianche e Cassibile”seconda parte

 

Cassibile è un agglomerato di case, sicuramente abusive, lungo la statale 115 e per rendere possibile la sagra hanno anche chiuso la statale.

Da notare che la statale 115 è l’unica strada al momento percorribile in quanto l’autostrada è chiusa a tempo indeterminato.

 

I nostri fuggiaschi giunsero a Cassibile intorno alle ventuno alla ricerca della sagra.

Seguirono il flusso delle persone ed a un certo punto si ritrovarono su una strada dove c’erano dieci bancarelle,che vendevano, formaggi, cannoli, latte di mandorla,pizze fritte.

A metà delle bancarelle un palco vuoto dal quale partiva una musica assordante dei grandi successi italiani degli anni 70,Wess e Dori Ghezzi, i Ricchi e Poveri, Mal,Drupi e tutto ciò che una persona a rimosso e che non penserebbe mai di riascoltare.

 

Poi giunse la fame e bisognava trovare un posto dove mangiare, girarono un po’ per la statale cassibiliana e si resero conto che c’era solo una pizzeria.

 

La pizzeria era stracolma e bisogna attendere che qualcuno si alzasse per prendere il posto.

Quindi si divisero e al primo gesto che uno faceva, si indirizzavano subito al tavolo.

 

Ma non erano gli unici ad aspettare.

Ad un certo momento il Monsieur vide delle persone che stavano andando via ,come un fulmine si diresse sul tavolo occupandolo e facendo imbestialire le persone che erano in fila prima di lui.

Finalmente mangiarono, e bisogna dire che mangiarono anche bene.

Mentre mangiavano il palco si era animato da tre musicisti e da una cantante che naturalmente in repertorio aveva solo canzoni anni ’70, Wess e Dori Ghezzi, i Ricchi e Poveri, Mal,Drupi e tutto ciò che una persona a rimosso e che non penserebbe mai di riascoltare.

 

Satolli della cena, fecero una breve passeggiata e si ritrovarono a vedere una mostra dedicata alla firma dell’armistizio di Cassibile nella seconda guerra mondiale. La mostra si teneva dentro la scuola elementare del paese.

 

Dopo tutto questo da fare, si ritirarono vero le due  nelle proprie stanze della Locanda dell’Albero del Limone e si persero nei loro sonni,tutti meno una persona, la Wuanda, la quale si era ritrovata con il suo letto infestato dalle formiche campagnole.

 

La Wuanda si agitò tutta la notte, consolata dal Ragioniere. Alla fine della nottata il Ragioniere aveva ucciso dodici formiche mentre la Wuanda ne aveva uccise diecimilacentoquattordici.

I corpi delle formiche uccise li avevano adagiati ai piedi del  letto della Wuanda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capitolo 3

“Vizzini, Noto ,Avola e la notte Bianca”prima parte

 

Prima della colazione la Wuanda, appena alzata mostrò i corpi esamini delle formiche agli altri componenti, vantandosi del fatto che lei ne aveva uccise di più del Ragioniere.

La signora dei limoni sentì tutto il discorso della Wuanda e la cambiò di stanza perché non tollerava che un gran bell’allevamento di formiche venisse distrutto in una notte.

 

E così la Wuanda e il Ragioniere si ritrovarono in una nuova stanza denominata “Angel” con tanto di cabina armadio.

 

Ora si che la Wuanda era soddisfatta, aveva una camera più grande ,una cabina armadio tutta per lei però ad una condizione ,poteva entrare nella nuova camera solamente all’una della notte.

E così fece, anzi fece il trasloco verso le due della notte aiutata dal sempre innamorato Ragioniere. Ma prima del trasloco molte cose accaddero.

Dopo la sontuosa colazione servita sempre su una tenda che fungeva da tovaglia si decise di andare a visitare Noto e la sua cattedrale, Avola marina, per mangiare del pesce e poi Avola per la notte bianca.

Si misero in macchina, fecero il solito giro di 360° della rotatoria e si diressero verso Noto senza passare per la statale ma seguendo delle vie secondarie.

Le strade scelte non erano molto curate , erano strade dissestate dagli ultimi terremoti e mai più sistemate.

Ad un certo momento si ritrovarono su una strada aperta in due, con una faglia che divideva le due carreggiate, l’asfalto era tutto sollevato e la terra piena di profonde crepe.

Completamente euforici decisero di bloccare il cabinato diesel grigio topo e di scendere a fotografare tutte le macerie intorno a loro.

Erano felicissimi, ebbri di allegria, forse dovuta al fatto che nessuno era ancora riuscito a mettersi sulle loro tracce.

Proseguirono il viaggio verso Noto, attraversando un lugubre entroterra, si ritrovarono in una località dal nome di Vizzini.Un paese arroccato su una collina, senza nulla da vedere composto solo da migliaia di case abusive, nessuno in strada e nessun negozio aperto,diciamo un paese fantasma.

Eritema vedendo un paese così tranquillo decise che quello era il suo posto ideale dove vivere.

Già si vedeva parrucchiera (chissà perché) e poi presidente della proloco (chissà perché ).

Proseguirono il loro andare fino a raggiungere Noto.

Li visitarono la cattedrale riaperta da neanche un anno dopo che un terremoto l’aveva fatta crollare , quindi si fermarono ad un famoso bar a gustarsi i dolci tipici del posto.

Il fatto che il bar era famoso, è dovuto ad una rivista che la Wuanda aveva letto.

I nostri fuggitivi rimasero estasiati dalle leccornie si dimenticarono della stanchezza,delle formiche e del fatto che erano sicuramente ricercati.

Poi proseguirono per Avola Marina per mangiare qualcosa di tipico ed iniziarono con un leggero antipasto di cozze scoppiate e di cozze al pomodoro per poi proseguire con tutto il resto.

Anche stavolta il tutto annaffiato da ottimo vino bevuto da tutte e cinque i componenti.

 

 

Capitolo 3

“Vizzini, Noto ,Avola e la notte Bianca” seconda parte

Per nulla stanchi, decisero di andare a far visita ad Avola dove era in corso la notte bianca avolese che aveva come guest star Nora della pupa e il secchione, antagonista di Wuanda del secchio e l’olivaro,la quale si risenti molto di questa inaspettata concorrenza.

Tra le attrattive c’era un bambino di nove anni, bravissimo che cantava liriche. Secondo il Monsieur il bambino non era di nove ani, ma ne aveva circa 50 ed era fuggito dal circo.

Il Monsieur senza dare nell’occhio ,si diresse verso gli stand ed assaggiò :limoncello,latte di mandorla, pasta di mandorle e un bicchiere di nevo d’Avola.

 

I cinque fecero un giro per la città tra concerti, sbandieratori,negozi aperti,gruppi di persone dei centri sociali persi nei loro fumi,un trio jazz che suonava su un piccolo terrazzo posto dentro un portone e  dimenticandosi dove avevano parcheggiato il cabinato diesel grigio topo.

 

Una volta ritrovato il cabinato si rimisero in viaggio verso la locanda dell’albero del limone, sbagliarono come al solito la strada, si ritrovarono davanti ad una torre Eifell illuminata ,fecero il solito giro da 360° della rotatoria ,presero la strada delle melanzane andate a male e finalmente raggiunsero le loro camere.

 

 

Raggiunte le camere verso le due della notte iniziò il trasloco nella nuova stanza quella con la cabina armadio.

 

Mentre due persone cambiavano la stanza,gli altri tre talmente stanchi si appoggiarono sul letto e si addormentarono all’istante o forse svennero tutti e tre perché stanchi della giornata.

 

I nostri fuggiaschi avranno ancora voglia di scappare di visitare nuovi posti, di fare nuove scorribande di essere più arzilli del solito e di dimenticarsi della loro vita sedentaria?

 

Riusciranno a recuperare con una notte le forze per poter affrontare un nuovo giorno?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capitolo 4

“ Cala Blanca “prima parte

 

Dopo la solita sontuosa colazione sempre servita sulla stessa tenda tovagliata, i nostri intrepidi e instancabili protagonisti decisero di andare a fare un’escursione a Cava Grande, storpiata dal solito Monsieur in Cala Blanca un luogo dove il fiume Cassibile forma oltre quindici laghetti su un letto di granito bianco con tanto di cascate e torrenti di acqua pura e fresca.

 

L’escursione ha inizio, saliti sul solito cabinato diesel grigio topo ed eseguito il solito giro di 360°intorno la rotatoria e presa la strada con le melanzane fradice si diressero verso Avola per raggiungere l’ingresso di cala Blanca.

 

Dopo aver eseguito un paio di inversioni ad u, dopo essere tornati indietro per circa due volte, giunsero all’ingresso della cala.

 

Per poter accedere era necessario lasciare un documento di riconoscimento all’addetto della forestale, indicare il numero delle persone ,avere ai piedi scarpe da ginnastica e la fantasia di un’ora di cammino in discesa e circa due ore di risalita.

 

Alla prima discesa in preda all’euforia, iniziarono a scattare le foto.

Alla seconda discesa continuarono a scattare le foto ma senza euforia.

Alla terza discesa decisero che le foto era meglio scattarle nei laghetti.

 

Per giungere ai laghetti principali bisognava attraversare un sentiero,camminare aggrappati alla roccia con sotto il vuoto e l’acqua e così fu.

Il Monsieur però soffre di vertigini e quindi attraversò con molta difficoltà la parete rocciosa.

Poi passò la Wuanda mentre c’erano delle grosse difficoltà per l’attraversamento dell’Avvocato e di Eritema. Però ce la fecero.

Chiuse la cordata il Ragioniere,l’unico sportivo del gruppo, colui che è sprezzante del pericolo,l’unico però che è stato punto da un’ape mentre questa stava per affogare dentro un torrente.

Durante la puntura dell’ape,il Ragioniere lanciò lo stesso urlo della scimmia urlatrice.

 

Eritema fu la prima a tuffarsi in una delle piscine di granito bianco, seguita in ordine dal Ragioniere ,dalla Wuanda che ad ogni avvistamento di un pesce lanciava un grido, dal Monsieur dopo essere stato in pre ammollo per circa quaranta cinque minuti e per concludere l’avvocato il quale si bagnò in un altro laghetto poco distante.

 

 

 

 

Capitolo 4

“ Cala Blanca “seconda parte

 

L’avvocato mentre si tuffava cercava di prendere dei pesciolini con le mani.

Ad un certo momento due turisti si erano messi in posa per fare una foto,poco dietro c’era l’avvocato che aveva avvistato un branco di pesci lunghi due centimetri.

Tutto un tratto l’avvocato prese le sue mani, le mise in acqua e sollevò acqua e pesci schizzando i turisti in posa. I poveri turisti rimasero a bocca aperta perché l’acqua era freddissima,circa nove dieci gradi al massimo.

 

Quindi mangiarono per pranzo la buonissima pizza comperata a Cassibile si riposarono, si ribagnarono ed intrapresero il lungo viaggio del ritorno.

 

Per non sentire la fatica l’avvocato e la Wuanda andarono in fuga ,come se dovessero vincere un gran premio della montagna.

 

Dietro di loro, ma ben distanziato c’era il Ragioniere.

A conclusione del gruppo c’erano Eritema e Monsieur.

 

Eritema non ce la faceva molto a risalire, pertanto ogni volta che provava a fermarsi il Monsieur la spingeva per costringerla a ripartire.

 

Ad un certo istante, apparve l’Avvocato, non più sotto forma umana ma sotto forma liquida, perché a forza di correre aveva perso tutti i liquidi compresi quelli che doveva ancora assimilare.

 

Pian pianino, riuscirono ad arrivare, ripresero il documento e dichiararono all’addetto che erano tutti tornati sani e salvi.

 

Finirono il loro pomeriggio mangiando gelato e bevendo acqua.

 

Quindi non stanchi della giornata, dopo una doccia si misero a cercare un nuovo posto dove poter mangiare dell’ottimo pesce ad anche stavolta lo trovarono ed anche stavolta mangiarono tanto ma non come li aveva fatti mangiare quella Gioia mia della Finanziera.

 

Non so dirvi con precisione dove mangiarono ma voci di corridoio dicono che mangiarono in un locale a Fontane Bianche.

 

Comunque riuscivano ancora a depistare tutti, nessuno riusciva a capire dove fossero e quale erano le loro mete.

 

All’ospizio erano molto preoccupati della loro assenza e nessuno riusciva a capire dove fossero andati.

Avevano allertato tutti,protezione civile in testa, ma nessuno era ancora riuscito a mettersi sulle loro tracce, forse il loro girare a 360° intorno alle melanzane marce cancellava le loro tracce.

 

Capitolo 5

“Gli stanchi” prima parte

 

Dopo la giornata passata a Cala Blanca,i fuggitivi non se la sentono di intraprendere una nuova avventura, desiderano una giornata di riposo pertanto decidono che dopo la colazione servita sempre sulla tenda tovagliata tra gatti,cane con limone in bocca pertanto decidono di starsene sdraiati al lido Fontane bianche.

 

Giunsero a Fontane Bianche intorno alle dieci e presero nuovamente cinque lettini due ombrelloni e pagarono nuovamente molto ma molto di più ma a loro piaceva così.

 

Nuovamente il Monsieur rigonfiò a bocca il materassino Linda, rischiando nuovamente un’ embolo.

 

L’avvocato nuovamente si tuffò per primo, Eritema e Wuanda si spalarono dieci diverse creme a testa e il Ragioniere pensava e titubava, c’era qualcosa che voleva fare ma non riusciva, aveva un desiderio nascosto.

Voleva fare immersioni nell’oasi protetta del Plemmirio che per comodità di Monsieur è stata storpiata in Plenilunio.

Il Ragioniere chiedeva a tutti come fare per poter eseguire delle immersioni,lo chiese in ordine, ad un barista dello stabilimento, alla cassiera dello stesso stabilimento, al Monsieur che non essendo del posto nulla sapeva,lo chiese al ciccione che animava l’acqua gym in mare, ma il ciccione era un po’ diverso e lì il Ragioniere rischiò un bel po’.

 

 

 

 

 

 

Capitolo 5

“Gli stanchi” seconda parte

 

Poi un lampo di genio , il Monsieur vide passeggiare due animatrici del vicino villaggio turistico con una maglietta con su scritto Diving immersioni a Siracusa.

 

Il Monsieur , chiamò a sé le due giovin donzelle e gli chiese informazioni e per tutta risposta diedero un recapito per eseguire immersioni la mattina successiva. Il Ragioniere era diventato raggiante,sprizzava gioia da tutti i pori.

Il Monsieur chiese il nome delle due ragazze, una si chiamava Alice e l’altra Elena ,il Monsieur in preda a della demenza senile, disse “ragazze,tirate su il braccio destro e la gamba sinistra,ora iniziate a dire dadaumpa”…in pratica fece fare alle due povere animatrici l’imitazioni di Alice ed Elen Kessler.

 

Ora la situazione era questa, il Monsieur in preda a demenza senile,il Ragioniere che non era più nella pelle ,l’avvocato che continuava a nuotare, Eritema che leggeva riviste gossip e la Wuanda che si fece fare un book fotografico in riva al mare al tramonto.

Poi trovarono un accordo, dato che la mattina successiva il Ragioniere andava a fare immersioni il Monsieur si incaricò di diventare il nuovo spasimante ufficiale della Wuanda.

Prima di andare a cenare,diedero un’occhiata alla ultime notizie per sapere se qualcuno era sulle loro tracce, ma non trovarono nessuna notizia in merito, il loro piano di fuga e il loro errare era ancora perfetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Capitolo 6

“L’immersione”prima parte

 

Sveglia colazione e via direzione Fontane Bianche.

Qui alle ore nove e cinque minuti il Ragioniere aveva un appuntamento con un tal Loris, il quale passava lì con un pulmino a raccattare persone per portarle a fare immersioni al Plenilunio alla modica cifra di trentacinque euro.

Il Ragioniere salì sul pulmino e il pulmino partì.

Ora erano rimasti in quattro con un pensiero fisso:”ma il Ragioniere ce la farà ad eseguire l’immersione e tornare sano e salvo?”

Presi da tanto timore, il Monsieur e la Wanda, appena arrivati allo stabilimento si spararono subito dei cornetti del cappuccino e un caffè shekerato  tanto per allentare la tensione.

 

Poi  l’Avvocato e il Monsieur andarono a comperare il giornale per avere notizie in merito alle loro ricerche.

Presero anche una rivista di gossip tanto per allentare la tensione.

Tornati in spiaggia, il Monsieur rischiò nuovamente l’embolo nel gonfiare il suo materassino Linda.

 

Verso le tredici, tornò il Ragioniere ,con un’aria piena di soddisfazione.

Si sedette e iniziò a raccontare la sua esperienza.

 

Disse anche che non era stanco, ma allora perché dopo aver mangiato sulla terrazza sul mare  si mise su un lettino e iniziò a dormire?

 

L’istruttore accompagnatore delle immersioni disse al Ragioniere che se volevano magiare bene, c’era un posto  carino all’approdo Santa Lucia di Siracusa, una tenda in riva al mare dal nome Blu Moon.

Il gruppo allora decise che una  sera sarebbero andati lì.

Ma non quella sera che dovevano andare a mangiare all’Ostrica Park rinominata ,Orchidea Selvaggia.

Fu una cena senza precedenti con dei fatti che non erano mai accaduto prima.

L’avvocato tracannava vino come se fosse acqua,la Wuanda non smetteva di mangiare, Eritema altrettanto e il Ragioniere doveva recuperare dalle fatiche delle immersioni.

Poi accadde  un’altro fatto senza precedenti,un fatto che ha segnato la storia,irripetibile…Il Monsieur non riuscì a finire la cena.

 

Ebbene si, per una volta il mangiatore di tutto,l’unico onnivoro umanoide sul pianeta terra era stracolmo. Aveva una pancia da donna in gravidanza al quinto mese ,uno sguardo spento e non aveva più neanche quel sorriso ebete che lo contraddistingue da una vita.

Gli altri per solidarietà si mangiarono anche quello che il Monsieur lasciò, questa si che è vera solidarietà.

 

Ma  dentro di se una grande speranza, “mi rifaccio domani alla sagra del Tonno e della Ghiotta.”

 

 

 

Capitolo 7

“Akrai e Caltagirone”prima parte

 

Solita colazione servita sulla tenda tovalgiata di color azzurro e subito si parte in direzione di Palazzolo Acreide, dove secondo le carte del Monsieur si ritrovano degli insediamenti greci.

 

Quindi tutti nel cabinato grigio topo ,si prende la direzione delle melanzane marce, si esegue il solito giro di 360° intorno alla rotatoria e via per nuove avventure.

 

Arrivati,sempre sbagliando le strade per almeno due volte, a Palazzolo Acreide,decidiamo di parcheggiare e raggiungere il sito archeologico a piedi passando per il centro del paese.

 

Ad un certo momento al Monsieur venne un dubbio, ma non è che il sito archeologico sia fuori città?

Così chiese ad una signora del posto la quale per tutta risposta gli disse che ha piedi non lo avrebbero mai raggiunto.

Non ancora convinto lo chiese anche ad un’altra persona la quale rispose allo stesso modo.

Quindi presero una decisione, risaliamo sul cabinato diesel grigio topo e seguiamo le indicazioni verso il teatro greco.

Così facendo, dopo circa sei chilometri arrivarono.

Appena giunti, davanti a loro videro un cancello verde con a fianco le spiegazioni del sito, poco più giù una biglietteria, costo a persona due euro.

Pagato l’ingresso entrarono ,erano gli unici visitatori.

Neanche dieci metri e subito udirono uno sparo e si spaventarono.

Fecero finta di nulla e proseguirono,altri dieci metri e di nuovo un altro sparo.Le loro facce erano diventate tese e sempre più giallastre.

Altri pochi metri e una raffica di spari. Impauriti si guardarono intorno ma solo dopo molti minuti capirono che al paese sottostante erano iniziati i festeggiamenti per chissà quale Santo Patrono.

La calma tornò sui loro volti e iniziarono a girare per Akrai, si ritrovarono nelle Latomie dell’intagliatella ,nel Banchetto degli Eroi dove il Monsieur si sedette e naturalmente al teatro greco. Il sito da loro visitato è un parco archeologico del 664 a.c, ma loro questa cosa non l’hanno mai capita.

Contenti da questa visita, risalirono sul mezzo di locomozione e proseguirono verso Caltagirone,uno dei paesi più mafiosi del mondo.

Arrivati, sempre dopo aver sbagliato strada per un paio di volte, si misero alla ricerca delle ceramiche da acquistare per abbellire le proprie case.

Entrarono in quasi tutti i laboratori di ceramica esistenti,videro persone che dipingevano a mano le ceramiche appena sfornate, ma nulla gli piaceva.

 

Capitolo 7

“Akrai e Caltagirone” seconda parte

Poi ad un certo momento l’imprevisto, entrarono in un gran magazzino espositivo di ceramiche,l’avvocato chiese la chiave del bagno e lì rimase, gli si era incastrata la chiave e non riusciva ad uscire.

Gli altri ignari di cio’ lo attendevano fuori,trascorsi venticinque minuti si insospettirono e mandarono il Monsieur alla ricerca dell’Avvocato perduto.

Il Monsieur rientrò nel grande magazzino della ceramica, passò davanti la signora che fornì la chiave all’avvocato, la signora vedendo questo strano personaggio del Monsieur chiese come mai tutto questo tempo il bagno è stato occupato, il Monsieur gli rispose vado a verificare e tutti e due si diressero verso il bagno.

Giunti davanti alla porta chiamarono l’Avvocato, il quale rispose che andava tutto bene ma non spiegò che era prigioniero, non riusciva ad aprire la porta

Passarono altri dieci minuti e finalmente riuscì a liberarsi.

Felici della liberazione,proseguirono verso la grande scalinata in ceramica ,continuarono a visitare negozi e laboratori di ceramica fino a quando un artigiano ceramista,cercando di vendergli qualcosa, li tenne per circa un ‘ora e mezza ad ascoltarlo su come si lavora e si dipinge la ceramica.

Dopo aver ascoltato la lezione e non aver comperato nulla si riposarono nella bellissima villa comunale chiusa al pubblico,loro riuscirono ad entrare perché trovarono il cancello semi aperto e passarono nonostante il divieto.

Capitolo 8

“Modica ,Ragusa Ibla e la tonnara”prima parte

 

Altra colazione, altro giro propiziatorio di 360°intorno alla rotatoria,passaggio vicino al vivaio delle melanzane fradice ma una amara sorpresa li aspettava.

Le melanzane fradice erano state tagliate. Ora su i volti dei nostri cinque anziani fuggiaschi si leggeva un velo di tristezza, quelle melanzane secche erano un po’ il loro essere,il loro invecchiare, e non vederle più li aveva al quanto scossi.

Andarono diretti verso l’enfisema di Archimede, più conosciuto come Orecchio di Dionisio,poi visitarono la grotta dei codardi,in realtà grotta dei cordari, videro il membro erectus alla destra dell’enfisema, visitarono anche il teatro greco di Siracusa, fecero compere alla bancarelle ma erano sempre tristi per colpa delle melanzane.

Per riprendersi da ciò giunsero a Modica, paese della cioccolata senza burro di cacao, città barocca con delle chiese meravigliose. Un Belvedere da sogno e la casa di Quasimodo.

Tutte queste cose li fecero contenti.

Passarono più del tempo a visitare cioccolaterie per comperare cioccolata,latte  di mandorla ,pasta di mandorle e il famoso caffè di Modica. A dire il vero non è famoso ma lo facciamo diventare famoso noi specialmente la qualità arabica.

Girata Modica in alto e in basso, i nostri vacanzieri fuggitivi raggiunsero Ragusa Ibla ,ribattezzata Ibrida.

Altra città da sogno, altre chiese meravigliose, case barocche da formare un museo a cielo aperto, sotto le finestre ci sono dei mostri in pietra a difendere le abitazioni,stupendi vicoli ma soprattutto loro passarono il più del tempo a visitare un negozio di prodotti culinari tipici della zona.

Il Monsieur decise che mentre gli altri visitavano il negozio tipico lui sarebbe andato a fare una visita alla villa barocca con piante che formano disegni lungo il viale.

Gli altri però non sapevano dove fosse e dopo un’ora lo chiamarono sul cellulare.

Gli diedero appuntamento davanti alla chiesa di prima ,ne avevano però visitate due e lui giustamente se ne andò verso la seconda.

 

Capitolo 8

“Modica ,Ragusa Ibla e la tonnara” seconda parte

 

Riunito il gruppo grande cena a base di pesce e riunione per decidere il da farsi.

Volevano visitare La Tonnara e l’oasi di Vendicari e così fecero il giorno dopo.

 

Sbagliarono come al solito strada ma arrivarono sul luogo.

Pagarono tre euro di parcheggio ,scaricarono borse, ombrelloni, materassini, pinne, frigoriferi e si incamminarono verso la tonnara.

Strada facendo incontrarono una tizia che ammoniva tutti i viandanti” non andate avanti, è inutile, andate via da qui, non avete nulla da vedere, perderete solo tempo, lo dico per il vostro bene”,ma i nostri ignari fecero finta di nulla e proseguirono.

Passarono saline, postazioni per l’avvistamento degli uccelli,videro la tonnara e si avviarono verso la spiaggia. La spiaggia era un mare di alghe secche, il mare invece era pieno di alghe quasi secche,.Spiegarono che essendo oasi naturale le alghe non venivano raccolte per non alterare l’eco sistema e pertanto i nostri eroi, ripresero la macchina, salutarono il posteggiatore e lo ringraziarono per avergli fatto pagare i tre euro per il parcheggio e se ne andarono verso nuove spiaggie.

Si fermarono alla spiaggia di San Lorenzo di Marzameni, una spiaggia bellissima con un mare altrettanto invitante e li passarono la giornata, nuotando, gonfiando il materassino con l’embolo,tuffandosi con maschera e pinne e mangiando presso un chiosco sulla spiaggia.

Fu un pranzo molto frugale,tra cocomeri secchi, panini strani, macedonie invecchiate e una  bruschetta al pomodoro presa da Eritema perché secondo lei la bruschetta doveva avere i pomodori pachino dato la vicinanza con il paese Pachino, ma così non fu.

Quindi proseguirono il loro giorno al mare tra schizzi,scherzi letture e bagni in mare.

La serata la finirono alla sagra del tonno e della ghiotta.

 

Mangiarono del tonno alla brace,bevvero vino a volontà si sgargarozzarono la ghiotta una specie di zuppa fatta con peperoni,tonno e cipolle e bevvero ancora del vino.

Finirono la serata passeggiando per gli stand con i prodotti locali ed assistendo al concerto dei Lautari, gruppo folk catanese molto bravi anzi, lo consiglio ai lettori di questo racconto.

Inoltre il Ragioniere e il Monsieur trovarono un buono per un altro piatto di tonno e senza pensarci molto, si precipitarono a fare il bis di tonno, di pane ma soprattutto di vino.

Con tutto quel vino in corpo i nostri cinque si erano dimenticati di essere dei ricercati, oramai tutti erano sulle loro tracce anche perché avevano lasciato una traccia, a Modica il Monsieur fece un prelievo al bancomat ,ora si che erano braccati, ma loro erano talmente ubriachi che se dimenticarono..

Capitolo 9

“Porto palo e oltre”prima parte

 

Ritornati alla loro locanda limonata i nostri eroi decisero che il griono dopo dovevano visitare Capo Passero e l’isola di Capo Passero ribattezzata l’isola della passera.

 

Quindi dopo aver passato una notte tranquilla ,si svegliarono di buon ora con un urlo.

La cabina armadio della Wuanda era infestata dalla formiche.

La Wuanda disperata,nessuno sapeva cosa fare ,nessuno tranne uno, il Ragioniere il quale aveva un trucco infallibile contro le formiche, sistemare vicino ai formicai delle fette di limone.

Stando in un limoneto la cosa non era difficile,preso dei limoni, li fecero a fette e li posizionarono vicino alle formiche, le quali per niente intimorite, trovarono gustosi i limoni e se li portarono nelle loro tane.

Ora la situazione era questa, c’erano le stanze piene di fette di limoni, furoi dalle stanze formiche che spostavano i limoni fino alla loro tane e poco più giù il nano cane con il limone in bocca.

Ristabilita la tranquillità si misero in viaggio per Porto Palo, stranamente stavolta la strada non la sbagliarono.

Giunsero in un parcheggio ,scesero i loro bagagli ,sistemarono su una spiaggia,le signore come al solito alle prese con le creme, l’avvocato che iniziava a bagnarsi, il Ragioniere sistemava le pinne ,il Monsieur gonfiava il materassino Linda rischiando l’ennesimo embolo e poco più giù la novità del giorno. A fianco ai loro asciugamani si era sistemata a prendere il solo un serpente assomigliante ad una vipera, ma sarà stata veramente una vipera?

Quindi a turno ed a nuoto, decisero di arrivare all’ isola della passera.

Ci riuscirono,gli piaceva talmente tanto fare quella traversata che la ripeterono per sei volte a testa.

Non domi, i nostri arzilli fuggiaschi, affittarono un pattino. A pedalare ci pensavano Monsieur e l’Avvocato con a bordo Eritema.

Eritema decise di farsi il bagno al largo ma alla vista di un polipo arancione(lo dice Eritema che era un pesce Arancione, mentre che fosse un polipo lo dobbiamo alla deduzione del Ragioniere) risalì al bordo del pattino e non scese più.

I pedalatori erano sempre più stanchi ma non domi e a fatica, dopo un’ora riuscirono persino a riportare il mezzo galleggiante a riva.

Poi ci fu l’escursione alla tonnara della passera e lì ci venne fuori la grande scoperta.

La padrona della tonnara e di tutta l’isola della passera era una conoscente della Wuanda, la quale scoprendo questa cosa passò tutto il resto del tempo a dire ai bagnanti che dovevano dargli un’euro a testa perché lei difende gli interessi della signora della tonnara.

Poi si fece fare un book fotografico per mostrare a tutti della scoperta.

 

Nel frattempo anche la guardia costiera era sulle loro tracce,loro capirono la situazione di pericolo e se ne tornarono alla locanda del limone.

Li si sistemarono e quindi dopo essersi profumati si diressero verso il red moon il locale a forma di tenda suggerito dall’istruttore delle immersioni.

 

Capitolo 9

“Porto palo e oltre” l’epilogo finale

Entrarono si sedettero ,gli portarono il menù, decisero pietanze e bevande e scelsero,l’Avvocato voleva una pasta a vongole (a vongole che significa?neanche il cameriere riuscì a capirlo e per tutta risposta gli disse che anche le vongole erano nella pasta) ,Eritema voleva il risotto alla pescatora, poi il Monsieur voleva la pasta alla norma, Wuanda cercava quella ai frutti di mare, il Ragioniere voleva degli spaghetti al tonno poi venne una specie di cameriere, non proprio un cameriere da ristorante ma un tipo che per puro caso si trovava in quel luogo e che lo avevano messo a servire ai tavoli , il quale disse che gli avrebbe portato quel che ancora c’era e a suo piacere senza fare storie.

 

Il nostro quintetto,per paura di rappresaglie mafiose, si adeguò e mangiò della pasta con tutti i frutti di mare che gli altri commensali avevano rifiutato.

Prima della pasta, gli fù rifilato come antipasto, una gran quantità di cozze e una mega frittura.

Inoltre scelsero del vino, ma gli portarono un vino che non c’entrava niente con quello ordinato ma era il vino che il simil cameriere riuscì a trovare più facilmente.

 

Finita la cena decisero di passeggiare per digerire e prendere un gelato ma non tutto andò come doveva andare.

 

Eritema fece un prelievo al banco posta, il Ragioniere fece ben due prelievi al bancomat, la Wuanda gridò “A BEFANEEEEEE!!!” a delle signore parcheggiate in quarta fila davanti ad una gelateria.

Troppi eventi e tutti ravvicinati.

Presi dall’euforia vacanziera avevano lasciato troppe tracce e poi si avvicinava il periodo della visita medica mensile, meglio rientrare ,già rientrare ma in che modo?

 

Passata la notte,la mattina fecero colazione alla locanda del limone,salutarono la nostra signora del limone e siruinirono per decidere il da farsi.

Dopo un paio di ore si misero d’accordo,…” rifacciamo la stessa strada dell’andata, rifrequentiamo gli stessi posti, riprendiamo la stessa nave con la stessa animazione e poi pian pianino ce ne andiamo di nuovo nella nostra residenza per anziani….”

 

E così fecero, riuscirono persino a mangiarsi dell’ottimo pane e panelle prima della partenza della nave.

Arrivati a Vecchiacivita, decisero di far colazione a base di maritozzi con panna.

 

Ripassarono per Birgi a salutare i parenti di Eritema, ed incontrarono anche suo fratello Rio , quindi rientrarono nell’ospizio dove ad attenderli c’era una gran folla di curiosi e giornalisti, telecamere, fans del grande fratello,la Simona Ventura e tutta l’Isola dei Famosi, ma soprattutto polizia, capitaneria di porto, carabinieri,esercito,servizi segreti e persino la guardia svizzera pontificia, tutti pronti a porre domande sulla loro fuga e sul perché fossero andati così lontanto.

 

Allora Eritema,Wuanda,l’Avvocato, il Ragioniere e il Monsieur consegnarono ad ognuno questo manoscritto che hai appena letto e misero la parola fine alla loro fuga.

 

FINE.

 

 

Written by monsieurclaude in: Monsieur Claude |

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